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Atessa

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Ad Atessa in arrivo una montagna di rifiuti sanitari, l'impianto vicino a bar e abitazioni

Lo stabilimento vicino a case e a un Sito di Interesse Comunitario. Wwf, Legambiente e il Comitato “Noi Messi da Parte” presentano le osservazioni

E' in arrivo ad Atessa un impianto che tratterà rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione per potenziali 20.000 tonnellate l'anno, a fronte delle 4000 prodotte in Abruzzo.

"Una capacità più che quadrupla rispetto alle esigenze regionali che lascia aperta ogni ipotesi sulla possibile futura importazione in Val di Sangro di rifiuti sanitari a rischio infettivo da altri territori. Il progetto, grazie alla capacità dell’impianto a disposizione, ipotizza di allargare l’interesse anche a rifiuti di altro genere: 4.500 tonnellate anno di rifiuti pericolosi, e 10.500 tonnellate anno di rifiuti non pericolosi". Lo hanno riferito Wwf, Legambiente e il Comitato “Noi Messi da Parte” che ieri mattina in una conferenza stampa hanno presentato le proprie osservazioni in opposizione al progetto della ditta Di Nizio Eugenio s.r.l. per la realizzazione ad Atessa di un impianto per il trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo a ridosso di abitazioni, bar e negozi e a poco più di un chilometro dal SIC (Sito di Interesse Comunitario) Bosco di Mozzagrogna.

"Anche se la Di Nizio Eugenio s.r.l., come essa stessa asserisce, è leader nel panorama nazionale circa la gestione di rifiuti provenienti da attività ambulatoriali e ospedaliere, non può in alcun modo cancellare le inevitabili ripercussioni che si avranno sul territorio. E in ogni caso - sottolineano le associazioni - resta di difficile comprensione la scelta di aprire anche ad altre tipologie di rifiuti". 

Le osservazioni

Entrando nel dettaglio delle osservazioni, le associazioni hanno fatto notare che la nuova legge regionale sui rifiuti, la n.5 del 2018, asserisce chiaramente che sino a 2 chilometri di distanza dal perimetro di un Sito di Interesse Comunitario, la VINCA - Valutazione di Incidenza -, è uno strumento necessario per questo genere di impianti. Hanno anche richiamato la Seveso III: “Ci chiediamo – hanno dichiarato – se la proponente ignora che la gestione dei rifiuti rientra nell’ambito di applicazione di questa norma o pensa di poterla ignorare solo per aver fissato dei limiti massimi di rifiuti stoccabili?”

Noi Messi da Parte” WWF e Legambiente hanno fatto infine notare che la vicinanza di case sparse, più di 20 abitazioni entro un raggio di 500 metri a partire da una vicinanza di 30 metri, rappresentano un fattore che, ai sensi dell’All.1 della L.R. 45/2007 diventa escludente, come lo stesso Tar di Pescara ha ribadito nel 2010.

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