Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Atessa

Atessa: detenuto ingiustamente per omicidio, risarcito con 10.000 euro

Daniele Perrucci passò due giorni in prigione, a Villa Stanazzo, accusato dell'omicidio di un giovane, ma era innocente e ora verrà risarcito

Ingiustamente detenuto in carcere per due giorni e due notti. Ora per Daniele Perrucci, 30enne di Montazzoli, arriva un risarcimento danni di 10.000 euro più il pagamento delle spese legali. L'uomo, tre anni fa, era stato accusato di omicidio volontario nei confronti del 27enne Angelo Marcucci, di Atessa. Ma si trattava solo di un complotto ordito ai suoi danni da V. S., amico della vittima e involontario responsabile della sua morte. La Corte d'Appello dell'Aquila ha deciso di assegnare a Perrucci una somma più alta della media per "il grave pregiudizio all'immagine avuto da Perrucci, che era innocente, a seguito dell'enorme risonanza mediatica che ebbe il fatto di sangue". Ma ricostruiamo la vicenda.

I FATTI E' la mattina dell'11 gennaio 2009 quando Angelo Marcucci, di Piazzano di Atessa, viene trovato agonizzante all'interno della sua auto, parcheggiata sotto casa. Il giovane presenta una profonda ferita alla testa, e morirà poco dopo l'arrivo in ospedale. Angelo, che di lavoro fa il barista (gestisce insieme al fratello un esercizio commerciale nel centro di Atessa), è seduto al posto del passeggero nella sua Fiat Cinquecento, con il capo che sporge dal finestrino. Quando arriva il padre, intorno alle 8.30, l'uomo respira ancora, ma la corsa al nosocomio cittadino è inutile: Angelo ha il cranio fracassato da violenti colpi che sono stati sferrati con un corpo contundente. E subito è giallo attorno al suo decesso, sia per il movente sia per l'autore dell'omicidio. In giornata c'è già un primo fermo di polizia giudiziaria: il provvedimento riguarda Perrucci, che secondo alcune testimonianze avrebbe avuto, poche ore prima, un diverbio con la vittima. Causa del contrasto sarebbe stato il rifiuto di Marcucci di servire un'altra bevanda alcolica all'avventore. Tutto questo avviene, secondo la ricostruzione, prima che Marcucci stacchi dal lavoro per andare a ballare in discoteca a Lanciano.

I carabinieri ipotizzano che, durante la notte tra il 10 e l'11 gennaio, i due uomini si siano incontrati di nuovo e la lite sia degenerata nell'aggressione mortale. Il fermato, tuttavia, si dichiara estraneo ai fatti che gli vengono contestati. L'autopsia sul corpo di Angelo Marcucci stabilisce che l'uomo è spirato in pochi minuti per emorragia cerebrale conseguente allo sfondamento della volta cranica. Il decesso risalirebbe alle 4.30. E' il 14 gennaio quando Perrucci viene interrogato nel carcere di Villa Stanazzo, mentre i carabinieri cercano ulteriori riscontri alla ricostruzione dei fatti emersa dalle testimonianze raccolte fino a quel momento, in particolare per quanto riguarda il racconto di V. S. Quest'ultimo, infatti, è l'amico che si trovava con Angelo la notte dell'aggressione mortale e che ha confermato che a colpire la vittima sarebbe stato Perrucci. Viene disposta anche l'acquisizione dei tabulati telefonici delle utenze cellulari dei ragazzi che quella sera hanno sentito Marcucci e Perrucci, per stabilire l'esatta tempistica degli spostamenti.

Il 15 gennaio, colpo di scena: V.S. viene arrestato per intralcio alle indagini e Perrucci viene scarcerato, essendo stata dimostrata la sua estraneità ai fatti, come egli stesso aveva sempre sostenuto. L'ipotesi dell'incidente inizia a prendere piede: Marcucci teneva la testa fuori dal finestrino per vomitare, mentre veniva riportato a casa da V.S. dopo una serata trascorsa in discoteca a Lanciano, e aveva sbattuto violentemente contro un olmo che si trovava sul ciglio della strada. Ciò gli aveva provocato lo sfondamento della scatola cranica. L'amico, per la paura, non aveva dato alcun allarme ed era fuggito facendo ritorno a casa e abbandonando l'amico al suo destino. Il giovane crolla dopo 6 interrogatori e confessa l'esatta versione dei fatti. Sarà condannato in primo grado a dieci anni di reclusione per omicidio colposo, calunnia e omissione di soccorso, più il risarcimento danni.

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