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Ater, il grido di dolore dei dipendenti senza stipendio

si appellano alle istituzioni affinché risolvano con urgenza una situazione “divenuta ormai insostenibile”. Un malessere che si capisce benissimo quando parlano del fatto che vivono da oltre due anni “sballottati in mezzo alla tempesta, vittime di una catastrofe nella quale si sono ritrovati senza saperlo”

Stipendi incerti da oltre due anni, con l’ansia per un futuro che si fa sempre più nebuloso e che rischia di ripercuotersi su diverse famiglie. Arriva su una nota stampa lo sfogo dei dipendenti dell’Ater di Chieti, che si appellano alle istituzioni affinché risolvano con urgenza una situazione “divenuta ormai insostenibile”. Un malessere che si capisce benissimo quando parlano del fatto che vivono da oltre due anni “sballottati in mezzo alla tempesta, vittime di una catastrofe nella quale si sono ritrovati senza saperlo”. 

Ad oggi, la situazione è irrisolta e appare irrisolvibile, con l’attesa di diverse mensilità non erogate e quelle future a rischio, anche a causa della sospensione del servizio tesoreria e della successiva messa in mora. Un disastro, considerato che molti dipendenti vengono da famiglie monoreddito. 

“L’Ater - dicono i lavoratori rivolgendosi alle autorità - fornisce un servizio pubblico e i dipendenti lavorano in tal senso nonostante i problemi quotidiani”. E oggi chiedono “ridateci la nostra dignità, mentre continuano a lavorare a testa alta, difendendo l’azienda e lo fanno ogni giorno al servizio di un’utenza a sua volta esasperata e non solo per gli stati manutentori dei fabbricati”. 

L’appello conclude con la promessa, qualora rimanesse inascoltato, di “tutelarsi con ogni azione possibile”.

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