Burocrazia lenta, assistenza scolastica sospesa per 10 giorni a due ragazzi disabili

Il Comune di Chieti smette di pagare perché spetta a quello di residenza, Bucchianico. Che però è troppo lento nel garantire l'impegno di spesa, solo fino a giugno

Burocrazia, mancanza di fondi, rimpallo di responsabilità fra due Comuni e il disagio di una famiglia che vorrebbe offrire il meglio ai propri figli, ma non trova la collaborazione delle istituzioni, se non con un ritardo di 10 giorni. Mariarita, mamma di due ragazzi affetti da autismo ad alto funzionamento, si sfoga per rivendicare i diritti due suoi due ragazzi, che sono stati negati fino ad oggi (venerdì 11 marzo), giorno in cui, finalmente, dopo diversi solleciti della famiglia, è stato riattivato il servizio di assistenza scolastica.

I due ragazzi hanno 8 e 11 anni e, pur essendo residenti nel Comune di Bucchianico, frequentano la scuola a Chieti, uno alla primaria, il secondo alle medie, in due diversi istituti comprensivi. La scelta è caduta sul capoluogo perché è qui che lavora la mamma e qui vivono i nonni materni, aiuto indispensabile e costante per la famiglia. 

Entrambi i ragazzi, a scuola, vengono supportati da un insegnante di sostegno e da un assistente educativo. Ma dal 29 febbraio scorso, racconta la mamma, “il servizio di assistenza è stato interrotto dal Comune di Chieti, perché ha un costo che deve essere a carico del Comune di residenza”. Così, la famiglia si rivolge al municipio di Bucchianico, “ma dopo promesse di impegno di spesa, solo fino a giugno, per il ripristino del servizio di assistenza, i miei ragazzi domani (oggi per chi legge), torneranno a scuola senza questo servizio. E da settembre prossimo potrebbero non avere più questo diritto, anche se rimangono disabili. Oggi (ieri) sono stata contattata dal Comune di Bucchianico, che dice di aver provveduto all’impegno di spesa fino a giugno, ma fino ad ora ho una situazione sospesa: per il prossimo anno non mi rimane che pregare”. 

Negli ultimi 10 giorni, almeno nel caso del ragazzino più piccolo, è la scuola a dare una mano, con un ulteriore insegnante di sostegno, grazie all’organico potenziato del Comprensivo. Ma il ragazzo più grande ha perso ore preziose, senza godere del diritto di un'assistenza che gli è dovuta. Per entrambi, solo oggi, dopo le richieste della famiglia, l'assistenza è stata ripristinata, ma non sarà garantita per il prossimo anno scolastico.

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Mamma Mariarita ha scelto di raccontare la sua storia “per tutti i ragazzi disabili che non hanno scelto di nascere e vivere con difficoltà”. Ma che oggi, nonostante gli ostacoli che già affrontano quotidianamente, si scontrano con una burocrazia troppo lenta per stare al passo con le loro reali necessità.

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