Lanciano: caos Assistenza domiciliare integrata, salta consiglio

Polemiche sull'Adi da due mesi: i tagli della sanità colpiscono anche questo servizio. Gli attacchi si sono spostati sul piano politico e ieri è saltato il consiglio comunale per discutere dell'argomento

Da circa due mesi, a Lanciano, si susseguono polemiche su polemiche per quanto riguarda l'assistenza domiciliare integrata. I famigerati tagli alla sanità, infatti, stanno interessando anche un servizio fondamentale come quello, appunto, dell'Adi: "La situazione che si è delineata con la sospensione dell’Assistenza domiciliare integrata a Lanciano è critica - spiega il consigliere comunale di maggioranza Alessandro Di Matteo - Già penalizzati da patologie gravissime, centinaia di pazienti con le rispettive famiglie sono stati lasciati all’abbandono dall’oggi al domani (dal 1° marzo scorso), senza preavviso e senza alcuna motivazione".

La vicenda dell'interruzione dell'Assistenza domiciliare integrata per i pazienti del distretto sanitario di Lanciano è finita anche in consiglio regionale: il consigliere dei Verdi Walter Caporale ha presentato un'interrogazione al governatore Chiodi, ricordando che l'Adi, con la relativa assistenza medica e infermieristica, è stata sospesa senza alcun preavviso e comunicazione ai pazienti. "Una scelta - sostiene Caporale - che ha gettato nel panico centinaia di pazienti e i loro famigliari, che di colpo si sono visti privati di cure sanitarie adeguate". 

La situazione è critica, come riferisce ancora Di Matteo: "Diverse famiglie da noi contattate sono state costrette a ricoverare congiunti e parenti in strutture sanitarie private con tutti i disagi che concorrono (spostamenti fuori città, richiesta di permessi lavorativi, assistenza in loco, organizzazione all’ultimo minuto) a una situazione già di disagio fortissima. Come è possibile trattare persone solo come “cartelle cliniche” invece che come pazienti, come numeri da statistica per un “piano di rientro finanziario-sanitario” che raggiunga i suoi obiettivi? Questo modo di procedere denota che la sanità è a danno del paziente e non un servizio per la sua persona".

La metodologia di controllo scelta dal distretto sanitario di base della Asl per un check-up sulle reali necessità del servizio Adi è "fuori da ogni logica - conclude Di Matteo - E' stato scelto un metodo punitivo che tratta la persona-paziente (realmente malata) come un furbetto. Ben vengano i controlli, necessari e opportuni, ma non con questo metodo". Il dibattito si è presto spostato sul piano politico, visto che la questione doveva essere discussa ieri all’interno del Consiglio comunale, ma tutto è saltato perché la minoranza ha chiesto, per lo stesso, i documenti necessari per conoscere e approfondire i punti all'ordine del giorno previsti.

"Gli assessori - ha dichiarato Manlio D’Ortona, capogruppo Pdl in Consiglio comunale - non si fanno parte diligente per assicurare la completezza degli atti e l'informazione adeguata per i consiglieri comunali rispetto ai punti previsti all'odg. Una maggioranza consapevole che ha responsabilità di governo avrebbe potuto assicurare almeno la discussione sull'Adi chiedendo di stralciare solo i punti carenti di documentazione”. Per D’Ortona, “il consiglio comunale può dare indirizzi precisi alla massima autorità sanitaria della città (il sindaco) per compiere azioni concrete su questo annoso problema, esempio di cattiva gestione che pone i pazienti e le relative famiglie in una situazione di incredibile disagio”.

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Secondo il vicesindaco Pino Valente, è però sbagliato "voler limitare le responsabilità alla sola direttrice del distretto di Lanciano (Rosa Borgia, ndr) senza toccare il manager Zavattaro e il governatore Chiodi". Intanto il Difensore civico regionale, Nicola Sisti, in una lettera indirizzata al responsabile del distretto sanitario di Lanciano e al manager della Aslha chiesto chiarimenti in merito alla rimodulazione dei fondi destinati dal Distretto sanitario di Lanciano all’assistenza domiciliare e alla riabilitazione. Insomma, sono tutti contro tutti. A discapito dei pazienti bisognosi.

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