Cronaca

Applausi per il prof che ha fatto scattare l'interdizione dei vertici di ateneo, alla d'Annunzio per ora non arriva il commissario

Animata assemblea dei dipendenti, questa mattina, con le acclamazioni di Capasso, candidato alla poltrona di rettore, e del sindacalista sospeso De Carolis

L'università decapitata si risveglia, l'indomani, con un doppio stato d'animo. Da un lato, c'è una fetta di dipendenti, la più ampia, riunitasi stamani (martedì 14 marzo) in un'assemblea già convocata da giorni, che non nasconde la soddisfazione per il provvedimento del gip Antonella Redaelli nei confronti di rettore e direttore generale. Dall'altro ci sono gli studenti, confusi e provati da due anni di battaglie giudiziarie e mediatiche, denunce, ripicche, provvedimenti disciplinari e clima infuocatissimo. 

L'ultimo episodio in ordine di tempo era stata la sospensione per tre mesi di Goffredo De Carolis, sindacalista e senatore accademico. E' lui, pur non intervenendo pubblicamente, il vero protagonista della mattinata. Appena il suo basco si vede in lontananza dal piazzale di Lettere, i colleghi battono spontaneamente le mani, acclamandolo. In tanti vanno ad abbracciarlo, mostrandogli solidarietà per un provvedimento ritenuto ingiusto dai più. Dopo qualche minuto, è il turno del professor Luigi Capasso, a sua volta applaudito e salutato con grande entusiasmo dai lavoratori. Il docente di Medicina non è solo colui che ha dato il via all'iter finito con l'interdizione, ma è anche uno dei candidati alla poltrona di rettore. E, a giudicare dall'accoglienza di oltre la metà del personale tecnico-amministrativo, sembrerebbe avere buone possibilità di indossare l'ermellino già dal prossimo anno accademico. 

All'assemblea partecipano oltre 200 dipendenti, docenti che vogliono mostrare la propria solidarietà a De Carolis (alcuni, come Stefano Trinchese, lo avevano già fatto nei giorni scorsi), i vertici nazionali dei sindacati Moreno Verdi (Flc Cgil), Claudio Amicucci (Uil Università), Francesco De Simone (Cisl), Giuseppe Polinari (Csa Cisal), l’avvocato Leonello Brocchi, che assiste De Carolis. I lavoratori manifestano con una locandina in mano che recita "Io sono Goffredo", stessa solidarietà espressa dallo striscione sul palco.

Tutti parlano di un clima "rasserenato" dopo un precedente presunto "malaffare", Brocchi si spinge oltre, rivolgendosi alla platea di lavoratori: "In questa occasione di grande crisi etica e professionale, vi auguro di trovare la forza per spogliarvi di tutti i timori e dare tutto ciò che potete dare per gli altri e per voi: la settimana prossima è già primavera". I sindacalisti sono tutti concordi sulla necessità di chiedere al prossimo rettore, come primo atto, l'annullamento del provvedimento disciplinare a carico di De Carolis, "punito solo perché ha espresso il proprio pensiero".

Ma c'è un nodo ulteriore ad ingarbugliare la situazione. Nella giornata di ieri (lunedì 13 marzo), poco prima di ricevere la notifica ufficiale dell'interdizione, il rettore Carmine Di Ilio e il direttore generale Filippo Del Vecchio hanno firmato gli ultimi due atti alla d'Annunzio. Il primo ha nominato prorettore il decano dei docenti, il direttore del dipartimento di Farmacia Michele Vacca; Del Vecchio ha invece nominato suo sostituto il dipendente Antonio D'Antonio. 

"Atti illegittimi", sostengono i sindacati, che chiedono anche per questi l'intervento della magistratura, "sia che siano stati firmati prima della notifica dell'interdizione, ancora di più se lo abbiano fatto dopo".

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