Cronaca

Asma e reazioni allergiche in crescita, un convegno all'università

Venerdì 26 e sabato 27 medici di famiglia e pediatri si riuniscono a parlare di diagnosi e terapie nell'incontro organizzato dal direttore della Clinica pediatrica Chiarelli e dalla responsabile dell'Allergologia Di Pillo

Le manifestazioni allergiche sono in crescita del 30 per cento in Italia, soprattutto fra bambini e adolescenti. Il 10 per cento degli under 14 soffre di asma bronchiale nell’80 per cento dei casi provocata da allergie, il 18-20 per cento soffre invece di rinite allergica, mentre il 10 per cento ha la dermatite atopica.

Se ne parlerà venerdì 26 e sabato 27 all'università D'Annunzio durante il congresso “Nuove prospettive in Pneumo-Allergologia Pediatrica” , organizzato da Francesco Chiarelli, direttore della Clinica pediatrica dell’università di Chieti, e dalla dott.ssa Sabrina Di Pillo, responsabile del servizio regionale di Allergologia e Fisiopatologia Respiratoria della Clinica pediatrica di Chieti.

Obiettivo del convegno è creare un momento di confronto sui problemi del bambino allergico nella sua globalità tra esperti di allergologia e fisiopatologia respiratoria pediatrica, pediatri di famiglia ed allergologi pediatri, per individuare gli interventi preventivi più idonei e i comportamenti più sicuri per la vita del bambino e la serenità delle famiglie, oltre a ottimizzare gli strumenti di diagnosi e terapia delle malattie allergiche.

L’atopia rimane per tutta la vita ma l'organismo del bambino allergico è in grado di raggiungere la tolleranza nei confronti della sostanza a cui è allergico (specie per i principali alimenti come latte e uovo) anche nel corso dei primi anni di vita; il controllo periodico dello specialista, su consiglio del pediatra, permetterà di monitorare attraverso i test allergologici, i test di provocazione orale e le prove di funzionalità respiratoria il controllo delle malattie allergiche. E’ documentato inoltre che solo ottenendo un buon controllo dell’asma si può abbattere il rischio di riacutizzazioni, di eventi avversi legati all’uso inadeguato di farmaci, l’accesso “urgente” dal pediatra, l’uso di farmaci “di emergenza”, i veri momenti “rischiosi” nella storia dell’asma.

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