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La Asl rimanda ai mittenti il progetto di messa in sicurezza del policlinico

La denuncia del Comitato civico di Salute pubblica

Sta avendo sviluppi che erano certamente prevedibili, la decisione degli organismi dirigenziali dell’Asl Lanciano Vasto Chieti di rispedire ai mittenti, Coopservice di Reggio Emilia e CMC di Ravenna, senza nemmeno aprire la busta, il progetto e relazione di messa in sicurezza del Policlinico SS. Annunziata di Chieti, con due corpi di fabbrica (C e F) chiusi a seguito dei danni provocati dal terremoto del 6 aprile 2009, a L’Aquila e circondario, e dalle successive scosse del 2017 che hanno allarmato e allarmano ancora l’Abruzzo, il Lazio, l’Umbria e le Marche.

A denunciarlo è il Comitato civico di Salute pubblica che prende posizione, mentre si attende l’esito della convocazione del Comitato dei Sindaci.

Come spiega Mario D’Alessandro del Comitato: “Una nota delle due imprese, che hanno accompagnato la proposta per circa 40 milioni di lavori, depositando una fidejussione di tre milioni di euro, con conseguenti spese tributarie  e bancarie, informa che “il progetto di fattibilità resta depositato presso gli uffici della Asl di Chieti. Sono decise, evidentemente, a farlo esaminare, così come impongono le regole amministrative di qualsiasi ente, non condividendo l’operato dell’Asl e dei tre firmatari della comunicazione di rigetto: il direttore generale Pasquale Flacco, il direttore sanitario Vincenzo Orsatti, il direttore amministrativo, Tiziana Fulvia  Petrella, lamentando l’assenza, abbastanza sorprendente, della firma del direttore tecnico.

L’Asl di Lanciano Vasto Chieti – aggiunge - sembra abbia giustificato la mancata visione, con il fatto che è pervenuto in precedenza un altro progetto, del quale non sono forniti elementi di valutazione, per cui quello delle due imprese emiliane, tra l’altro di importanza nazionale e internazionale, poteva essere bellamente ignorato”.

Ma per il comitato non è da escludere che quanto accaduto sia  da collegare alla procedura avviata, circa un anno fa, per il progetto di finanza di un nuovo ospedale della Impresa Maltauro per un importo di circa 250 milioni di euro, “che non ha ottenuto i richiesti pareri da parte tutti gli organismi competenti finora interpellati, fino a quando la Regione Abruzzo non ha deciso di avocare a sè ogni ulteriore valutazione”. Della vicenda è stata interessata anche l’ANAC che ha annunciato l’avvio di un procedimento di vigilanza.

“Ma si tratta di un progetto per un “nuovo ospedale – sottolinea D’Alessandro - mentre la proposta delle due imprese emiliane, due società specializzate in edilizia sanitaria, la Coopservice di Reggio Emilia e la Cmc di Ravenna, è evidentemente alternativa a quella della Maltauro. Il progetto delle due imprese emiliane,  infatti, prevede un intervento molto meno costoso, operando direttamente con un consolidamento sulla struttura ospedaliera esistente e realizzabile in tempi brevi, sicuramente a beneficio di una migliore ed immediata utilizzazione del SS. Annunziata quale DEA di secondo livello come voluto dal Ministero della Salute e dall’intero consesso comunale di Chieti.

Riguarda – conclude - la ristrutturazione la messa in sicurezza dell’attuale ospedale clinicizzato “SS. Annunziata” di Colle dell’Ara, che  risulta gravemente penalizzato dalla riduzione struttura e degli spazi, alla base, certamente del fenomeno delle barelle nei corridoi anche nel nuovo Corpo M di Cardiochirurgia e Neurologia, con gravi disagi per pazienti e personale medico e infermieristico”.

Un incontro sugli argomenti, per coinvolgere l’intera cittadinanza, è in programma venerdì 26 gennaio alle 17,30, nella sala d’arte Francesco Manzini del Convitto – Liceo “G. B.Vico” dal titolo “La sanità testina del futuro”.
 

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