Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Asl e Liceo Classico di Chieti insieme nella lotta allo stigma

Il Progetto si inserisce nel Programma di lotta allo stigma e al pregiudizio nei confronti della malattia mentale. Lunedi 23 marzo al Liceo Classico G.B.Vico di Chieti una Giornata di Studi

Lunedi 23 marzo alle ore 8.30 presso il Liceo Classico G.B.Vico di Chieti si concluderà con una Giornata di Studi il Progetto Noi Custodi di Semi /Narrazioni di Storia e Filosofia ideato e realizzato dal professor Scarsi, docente di Storia e Filosofia del Liceo Classico e dalla dottoressa Maurizia Iezzi del Dipartimento di Salute Mentale.

Il Progetto si inserisce nel Programma di lotta allo stigma e al pregiudizio  nei confronti della malattia mentale che vede da anni impegnato con le Istituzioni Scolastiche il Dipartimento di Salute Mentale della ASL2 Lanciano Vasto Chieti diretto dal professor Massimo Di Giannantonio. La Giornata si apre alle 8.30 con lo spettacolo teatrale Dov’è la libertà,interpretato dagli studenti della V C con la regia di Alessio Tessitore(repliche alle 16 e alle 17) .Seguiranno poi gli interventi della prof.ssa Giuseppina Politi Rettore e Dirigente Scolastico del Liceo Classico di Chieti, del professor Giovanni Scarsi e la Lectio Magistralis Atene e la filosofia antica da Anassagora ad Aristotele del prof Giulio Lucchetta, Docente di Filosofia antica presso l’Università “G. D’Annunzio” Chieti Pescara.

"ll progetto teatrale Noi Custodi di Semi /Narrazioni di Storia e Filosofia - si legge in una nota del Dipartimento di Salute mentale - ha inteso stimolare gli studenti a riflettere sul senso della cittadinanza oggi, sul senso della comunità e del bene comune. Una cittadinanza che non si esaurisce tra diritti e doveri, ma diventa presa di parola e di responsabilità sul mondo, apprendimento concreto e continuo del riconoscere a tutte le persone il diritto ad una autonomia di vita, anche a coloro che a causa di una malattia psichiatrica vivono costantemente nel precario equilibrio tra inclusione ed esclusione,  tra un diritto di cittadinanza legittimo e un diritto negato. Attraverso il Teatro le parole di Pietro Calamandrei, Danilo Dolci, Sofocle, Erri De Luca, Antonio Gramsci, le lettere degli internati degli Ospedali Psichiatrici e la storia di Marco Cavallo si sono trasformati, riportati in vita con i corpi e con le anime di quanti si sono messi in gioco in questo importante progetto".

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