Arresto studente Psicologia, le reazioni: amarezza e stupore

Quasi nessuno di è accorto del blitz dei Ros avvenuto sabato pomeriggio allo studentato dove risiedeva il 23enne accusato dell'assalto al blindato dei carabinieri. Il Preside: "Non lo conoscevo"

Leonardo Vecchiolla, lo studente universitario di 23 anni originario di Benevento fermato sabato pomeriggio a Chieti dai Carabinieri del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale) perché ritenuto tra i responsabili dell'assalto al furgone dei carabinieri il 15 ottobre a Roma, viveva in affitto allo studentato nell’ex Villaggio del Mediterraneo, a poche centinaia di metri dall'Università di Chieti.

Leonardo, il cui nome di battaglia è Chucky, è iscritto al terzo anno della Facoltà di Psicologia, viene descritto dai compagni come un accanito lettore di quotidiani, dal credo filo-ambientalista, quando è stato fermato dai militari si apprestava a partire per la manifestazione No Tav in Val di Susa. Gli studenti della “D’Annunzio” lo descrivono come un tipo tranquillo, sapevano che aveva partecipato alla manifestazione di Roma ma nulla di più. “Al massimo avrà tirato una pietra” minimizzano alcuni.

Qui al Campus l'arresto suona come "una vera sorpresa”, pochi si sono accorti del blitz dei Ros avvenuto sabato pomeriggio intorno alle 16. I militari in borghese lo hanno fermato nella casa universitaria a Chieti scalo, dove vive e studia in una delle 300 stanze per studenti fuorisede; pochi preamboli: faccia spinta contro il cofano di un’auto e mani in altro. Così è iniziata la perquisizione che lo ha condotto all’arresto dopo la serata alla Stazione dell’Arma dei Carabinieri a Chieti scalo.

Pesante l’accusa: tentato omicidio, assieme a devastazione e danneggiamento. A incastrarlo, una telefonata fatta ‘in diretta’ sabato scorso appena dopo l’assalto al camion “Hai visto cosa ho combinato? Qui brucia tutto. Abbiamo vinto!”, si vantava Vecchiolla dall’altro lato con un pusher del suo paese, Ariano Irpino. La chiamata è stata intercettata dai Carabinieri del posto, che hanno portato a termine le indagini assieme ai Colleghi di Chieti e al Ros di Roma, mentre l’operazione è stata condotta dal pm romano Pietro Saviotti.

Ora il cerchio si stringe attorno ai conoscenti di Chucky, anche se almeno altre venti persone sarebbero ricercate per i fatti accaduti in Piazza San Giovanni. Finora è emerso che il presunto black bloc avesse già preso parte ad altre azioni violente in occasione di manifestazioni in Val di Susa e, nel 2008, durante le proteste contro una discarica ad Ariano Irpino; non risulta invece l'appartenenza a frange estremiste.

Alla Facoltà di Psicologia di Chieti, cinque mila iscritti e pochi frequentanti, tra i quali il ventitreenne, lo stupore è forte, molti hanno appreso la notizia dai siti internet e dai giornali. Nessuno poteva immaginare un epilogo del genere, a partire dal preside Raffaele Ciafardone che dichiara: “Non lo conosco proprio, per me questo ragazzo è come dire, un nome qualunque, che non assimilo a eventi precedenti di facoltà. Sono stupito e amareggiato perché da noi non c'è mai stato nessun sentore di fatti del genere”.

Vecchiolla si trova nel carcere di Madonna del Freddo, in attesa dell’udienza di convalida dell'arresto, questa mattina al Tribunale di Chieti: sarà il Gip Paolo Di Geronimo a decidere se il giovane campano resterà o meno in carcere.

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Vecchiolla è assistito dall'avvocato Sergio Acone, di Avellino, che ha dichiarato "Black bloc? Non ce lo vedo proprio, non ha neanche il fisico". Il legale chiede di rivedere le intercettazioni "non vorrei che ci fosse un millantato credito". "Proprio perchè pare sia stato intercettato per motivi che non c'entrano niente con gli incidenti di Roma, e con un suo vecchio amico - ha continuato l'avvocato Acone - mi pare il caso di verificare le veridicità delle cose. Io però nei panni del devastatore non ce lo vedo: e mi risulta anche non abbia un colore politico definito. Non saprei proprio inquadrarlo come un violento. Anche perchè ad Ariano non ci sono centri sociali, club politici o altro".
 

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