Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

La d'Annunzio pronta a costituirsi parte civile contro chi ha sottratto i soldi dell'Unidav, che ora si trasferisce a Chieti

Nuovo corso per l'ateneo telematico, che il 2 luglio avrà un nuovo rettore. Intanto Caputi ringrazia la procura e chiarisce: "Inizia il nuovo corso"

Ha definito “strabiliante” il lavoro della procura di Chieti il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi, all’indomani dell’operazione che ha portato all’arresto di cinque persone (tre in carcere e due ai domiciliari), al coinvolgimento di 18 in totale, con sequestri in Italia, Svizzera, Slovacchia e Malta. Il magnifico, questa mattina, ha convocato la stampa per fare il punto della situazione e chiarire, a scanso di equivoci, che la vecchia Unidav non esiste più, ma anzi la d’Annunzio sta lavorando per dare un nuovo corso all’importante ateneo telematico.

Pur adottando la riservatezza dovuta, considerato che le indagini non sono ancora chiuse, Caputi ha anticipato che la d’Annunzio è pronta a costituirsi parte civile per i gravi danni subiti.

Sono stati proprio i vertici dell’ateneo a dare il la alla complessa e capillare indagine, che ha permesso di accertare ammanchi per 1 milione e 800 mila euro nelle casse della Unidav, l’università telematica Leonardo Da Vinci, istituita dalla Fondazione Gabriele d’Annunzio. Sin dalla sua elezione, due anni fa, il rettore Caputi ha voluto veder chiaro su alcuni aspetti che apparivano nebulosi.

Così, prima si è avvalso contributo fondamentale del presidente della Fondazione Luigi Capasso, poi si è affidato alla società di consulenza Kpmg, per controllare capillarmente i conti della Unidav. E i sospetti iniziali sono stati confermati, al punto che è partita la segnalazione in procura. Prima, la d’Annunzio era riuscita a bloccare in autotutela il bando di affidamento della Unidav a una società slovacca per il 51%: una modalità definita “inconsueta” dallo stesso Caputi.

Secondo quanto è stato possibile ricostruire, l’ateneo telematico operava senza approvazione del bilancio almeno dal 2016, e l’ultimo documento finanziario approvato era stato votato con il parere contrario dei revisori dei conti.

Nonostante gli introiti continuassero ad arrivare dalle iscrizioni degli studenti, come ha spiegato il professor Capasso, risultavano debiti e ammanchi.

“Una condizione - ha spiegato il presidente della Fondazione - che dal punto di vista finanziario è sfuggita al controllo nel periodo che ha visto governare il partner istituzionale”.

Ovviamente, la d’Annunzio stava già valutando come potersi rivalere sui presunti responsabili per il danno economico e adesso, ha spiegato Caputi, “valuteremo anche quello d’immagine”. Ora, però, la priorità è risanare la Unidav e il primo passo è già stato fatto, con la nomina di nuovi organismi dirigenziali. Poi, il prossimo 2 luglio, si riunirà il Cda per nominare il nuovo rettore.

“Abbiamo due obiettivi - ha chiarito il magnifico rettore - il risanamento dei conti, con la conseguente azione legale verso chi ha determinato una gestione piuttosto inconsueta e dall’altro il piano di rilancio dell’università, su cui stavamo già lavorando. Ci saranno molti corsi di laurea nuovi, soprattutto per il post laurea e corsi Ecm per le aziende”.

La novità più importante del nuovo corso dell’università telematica Leonardo Da Vinci è la sede: non più a Torrevecchia Teatina, ma a Palazzo Veneziani, nel cuore del centro storico di Chieti, edificio recentemente acquistato dalla d’Annunzio.

“Ci saranno una nuova sede - aggiunge Caputi - nuovo personale e nuove attrezzature per poter svolgere al meglio il rilancio dell’università telematica”.

Per quanto riguarda le persone coinvolte che sono in servizio alla d’Annunzio, i provvedimenti disciplinari non sono ancora partiti, ma accadrà non appena saranno completati gli accertamenti sulle eventuali responsabilità.

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