Le casse dell'Unidav come un bancomat: 5 arresti e 18 indagati

I fondi dell'università telematica della d'Annunzio, frutto delle rette pagate dagli studenti, venivano usati per pagare le cure mediche ai familiari e le altre società. I dettagli dell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Chieti

Cinque persone sono state arrestate con le accuse di peculato, riciclaggio, auto-riciclaggio e abuso d'ufficio nella gestione dell'Università Telematica 'Leonardo Da Vinci' (Unidav) con sede a Torrevecchia Teatina,  istituita dalla Fondazione "Gabriele d'Annunzio".

Tre persone sono finite in carcere e due ai domiciliari. L'indagine, diretta dalla procura di Chieti, questa mattina ha portato carabinieri e finanzieri di Chieti in collaborazione con i colleghi svizzeri, romeni, slovacchi e maltesi all'esecuzione delle misure cautelari personali e al sequestro preventivo di beni mobili, immobili e conti correnti bancari per un valore di circa 800mila euro sia in Italia che in Svizzera, in Slovacchia e Malta. 18 soggetti italiani, 16 residenti in Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna, Lazio e Campania e 2 stabilmente residenti in Svizzera ed in Romania le persone indagate.

Società slovacca al timone dell'Ateneo telematico

Le indagini si sono concentrate nell'arco di tempo 2015 - 2018, durante il quale il controllo dell'ateneo telematico era stato assunto dalla società slovacca "Sredo Eurépska' Vysoká kola" di Skalica (S.E.V.S.), che si era aggiudicata il bando pubblico 'di gara emanato dalla Fondazione d'Annunzio". L'aggiudicazione avvenne a fronte di una offerta economica presentata per 2.650.000,00 euro da pagarsi in 7 rate annuali.

Regista dell'operazione è risultata Z. L., componente del consiglio di amministrazione della S.E.V.S. nonché socio della Edu Worl Holding Ltd, società di diritto maltese titolare delle quote di partecipazione al capitale sociale di numerosissime aziende attive nel settore della formazione scolastica universitaria. 

Gli investigatori, dopo aver esaminato numerosissimi documenti riguardanti gli aspetti gestionali e finanziari e aver ottenuto assistenza giudiziaria internazionale , sono riuscite ad accertare condotte plurime di appropriazione di denaro pubblico dell'università telematica teatina e successivo riciclaggio, ad opera di consiglieri di amministrazione e dirigenti che ne avevano la disponibilità per ragioni di ufficio o servizio.

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L'Unidav come un bancomat

Nello specifico, le provvidenze dell'Unidav, frutto, perlopiù, delle rette pagate dagli studenti iscritti all'Ateneo telematico, venivano prelevate e, quindi, distratte a favore proprio o di terzi soggetti fisici e/o giuridici mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, in assenza di valide ragioni economiche e mediante la redazione di accordi, convenzioni e progetti del tutto fittizi e mai realizzati.

Sono stati accertati ripetuti casi di distrazione e di appropriazione di risorse dell'università telematica per le finalità più varie: i soggetti colpiti dalle misure cautelari utilizzavano la casse dell'università Leonado da Vinci come un vero e proprio bancomat, per creare nuove società  da immettere sul "mercato" della formazione scolastica o universitaria, oppure per soddisfare esigenze del tutto personali o legate alla propria famiglia, quale utilizzo in aste immobiliari, cure mediche di coniugi e pagamento degli stipendi di dipendenti di proprie società.

Quella odierna è un'operazione complessa che ha visto impegnati carabinieri e finanzieri fianco a fianco durante tutta l'attività investigativa sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Chieti.

"Dispiace - hanno commentato in conferenza stampa - dover rilevare che anche il settore pubblico della formazione accademica possa essere oggetto di comportamenti predatori con conseguenti danni che riverberano i loro effetti, negativi, purtroppo, sulla vera anima ditali istituzioni, rappresentata dagli studenti".

La posizione dell'università d'Annunzio

In relazione ai recenti sviluppi della vicenda Unidav, l’università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti e Pescara ha comunicato che la posizione ufficiale dell'Ateno verrà illustrata domani nel corso di una conferenza stampa dal rettore Sergio Caputi e dal presidente della “Fondazione Università Gabriele d’Annunzio”, professor Luigi Capasso.

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