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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Droga dalla Puglia alla costa abruzzese: 31 persone arrestate (anche nel Chietino) e 200mila euro sequestrati [FOTO e VIDEO]

Una delicata indagine ha permesso di smantellare un'organizzazione criminale che aveva sede operativa nella provincia di Foggia e propaggini in quelle di Bari e Barletta Andria Trani

Coinvolge anche la provincia di Chieti l'operazione del comando provinciale di Bari e del servizio centrale investigazione criminalità organizzata, con il supporto del locale reparto operativo aeronavale e di personale del comando provinciale della guardia di finanza di Foggia che ha portato all'applicazione di 31 misure cautelari e al sequestro di beni per circa 2 milioni di euro. Come ricostruisce Bari Today, l'indagine ha permesso di smantellare un'organizzazione dedita allo spaccio di droga.

Dalle prime ore di questa mattina, i militari impegnati nell'operazione hanno dato esecuzione all'ordinanza emessa dal gip del tribunale di Bari, su richiesta della direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 31 persone residenti nelle province di Bari, Barletta Andria Trani, Foggia, Teramo e Chieti. Di questi, 15 sono finiti in carcere, 14 agli arresti domiciliari e per 2 è scattato l'obbligo di dimora. Tutti sono indagati, a vario titolo, per i reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché produzione, traffico e detenzione illeciti delle stesse. Complessivamente sono stati sequestrati circa 150 chili di hashish e 200mila euro in contanti.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il gruppo criminale aveva sede operativa nella provincia di Foggia e propaggini in quelle di Bari e Bat. Un'associazione che, sempre stando agli accertamenti degli investigatori, era connotata da un’elevata capacità organizzativa e dotata di una rilevante disponibilità di mezzi finanziari e strumentali, disponendo di una “cassa comune” e di una vera e propria “contabilità d’esercizio”.

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In particolare, l’organizzazione avrebbe rifornito di sostanze stupefacenti, in maniera sistematica e capillare, mediante l’utilizzo di automezzi dotati di doppi fondi, diverse piazze delle province di Foggia, Bari e Barletta Andria Trani, nonché le zone costiere dell’Abruzzo, anche in virtù della fama criminale derivante dall’appartenenza di uno dei principali indagati a un noto clan operante nel territorio dauno. Inoltre, sarebbe riuscita a mimetizzare le attività illecite in strutture adibite ad attività commerciali, con l'uso di strumenti di comunicazione criptati e a "circuito chiuso". Gli indagati, stando agli accertamenti degli investigatori, usavano un linguaggio in codice, indicando per esempio come "1p" un panetto da 100 grammi, oppure "una" riferendosi a una cassa da circa 30 chili, mentre il denaro veniva individuato con la parola “documenti”.

Inoltre, sarebbero state garantite l’assistenza legale e il mantenimento dei sodali arrestati. Nonostante i numerosi interventi delle forze dell'ordine, gli indagati riuscivano a riorganizzarsi. 

Nel corso delle indagini, sono stati eseguiti mirati approfondimenti economico-patrimoniali nei confronti dei soggetti investigati e dei rispettivi nuclei familiari per individuare forme di “arricchimento” non giustificate da fonti reddituali lecite, in relazione alle quali è stato disposto il sequestro preventivo “per sproporzione”, finalizzato alla confisca cosiddetta “allargata”, di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili per un valore di oltre 2 milioni di euro, tra i quali 28 terreni agricoli, 7 appartamenti, nonché 900mila euro in contanti, polizze vita, saldi attivi dei conti correnti e 2 automobili.

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