Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Lanciano

Tre giovani romeni arrestati per la rapina a Lanciano: la cronaca della giornata di svolta nelle indagini

Passato al setaccio l'appartamento di corso Roma dove, secondo gli investigatori, si sarebbero rifugiati i componenti della banda. Ma loro si dichiarano estranei ai fatti

Sono le 17.30 quando uno dei presunti rapinatori dei coniugi Martelli viene portato via da quello che viene considerato il covo della banda, al civico 112 di corso Roma, nel cuore del centro storico di Lanciano. Le forze dell'ordine, polizia e carabinieri, erano lì da quasi 8 ore, per la perquisizione e tutti i rilievi del caso. Proprio in quell'appartamento sottotetto, di fronte alla chiesa di Santa Chiara, a due passi dall'istituto magistrale, secondo quanto ricostruito dagli investigatori vivevano da una decina di giorni i malviventi che domenica notte sono entrati nella villa alla periferia della città, portando l'orrore in casa di due anziani coniugi. Gli arrestati sono tre, due fratelli, uno dei quali vivrebbe nell'appartamento passato al setaccio oggi, il fratello e un amico, che vivrebbero entrambi fuori regione. Mentre la polizia scientifica di Ancona analizzava le tracce nella casa, gli altri due erano in commissariato.

Per un'intera giornata, il tratto finale di corso Roma è diventato il cuore d'Italia, con telecamere, taccuini e smartphone puntati sull'anonimo portone marrone, accanto al bar del quartiere. Intanto, il via vai di forze dell'ordine è proseguito per tutto il giorno, con la polizia scientifica che ha perlustrato per ore l'appartamento. Fuori, intanto, si è assiepata la folla delle grandi occasioni. Oltre ai cronisti da tutta Italia, tanti lancianesi hanno deciso di trascorrere la giornata in attesa di poter guardare in faccia uno dei responsabili della violenza cieca nei confronti di Carlo Martelli e Niva Bazzan. 

Quando, alle 17.30, il presunto rapinatore è stato portato via, nascosto con un cappuccio e dagli uomini delle forze dell'ordine, la folla è esplosa. Improperi, grida di ogni genere, calci all'automobile della polizia che lo portava in commissariato. Poi, spontaneo, è scoppiato un applauso nei confronti di carabinieri e polizia che sono riusciti nel giro di pochi giorni a risolvere il caso. Anche se, purtroppo, manca ancora qualche tassello. 

Per il momento, di certo c'è che i tre romeni, tutti sotto i 30 anni, ieri sera hanno avuto un incidente d'auto, senza coinvolgimenti di altri veicoli. La macchina - che sarebbe quella usata per l'assalto alla villa - non è partita, ma sono arrivate le forze dell'ordine che hanno avviato alcuni accertamenti, collegando i tre alla rapina in villa perché avevano addosso qualche migliaio di euro in contanti. Ma, per il momento, i tre si professano innnocenti. 

All'appello, comunque, mancherebbe il quarto uomo, forse pugliese, che potrebbe essere l'unico che ha parlato con i coniugi Martelli in quelle drammatiche ore. Dalle indagini, è emerso che sarebbe coinvolta, forse non in maniera diretta della rapina, una donna di nazionalità romena, che prestava servizio in casa Martelli come collaboratrice domestica. 

Intanto, le vittime della rapina hanno ricevuto in ospedale la visita del sindaco Mario Pupillo e del prefetto Antonio Corona e si sono detti sollevati dalla svolta nelle indagini.

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