Cronaca

Recluso ai domiciliari sviluppa il pollice verde, ma per coltivare marijuana e l'odore lo tradisce

Sono stati i carabinieri, nel corso di un controllo periodico, ad accorgersi di quello che stava accadendo in quella casa: in una camera c'era una serra ben attrezzata con quattro piante

Si trovava agli arresti domiciliari, per scontare la pena definitiva che gli era stata inflitta per reati predatori. Ma un uomo di Casalincontrada, incurante dei controlli periodici dei carabinieri, aveva allestito in casa una coltivazione di marijuana. 

Un'iniziativa terminata al primo controllo dei militari della locale stazione. Quando hanno bussato alla porta per controllare se l'uomo fosse in casa e questi gli ha aperto, sono stati investiti da un fortissimo odore di marijuana. 

Immediatamente hanno deciso di controllare cosa ci fosse nell'abitazione e il proprietario di casa ha subito consegnato una bustina con circa 10 grammi di sostanza stupefacente. Ma l'odore era davvero persistente e i carabinieri hanno avviato una perquisizione. 

L'intuizione si è rivelata esatta e i militari quasi non credevano ai loro occhi. Durante la detenzione domicilare, l'uomo aveva costruito in una delle camere una nicchia coibentata, con tanto di lampade, trasformatori e timer per l'irrigazione, in cui stava facendo crescere con cura quattro piante di marijuana. Al pianterreno, c'erano altre due piantine. 

La coltivazione casalinga di droga avrà delle conseguenze: i tempi di detenzione per l'uomo con il "pollice verde" ora si allungheranno, perché dovrà rispondere anche della coltivazione di stupefacenti. 

L'episodio arriva pochi giorni dopo la scoperta di due serre, individuate dai carabinieri della stazione di Francavilla al Mare a Ripa Teatina.

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