Era ricercato da quattro anni per truffa, ma viveva liberamente in Francia: arrestato all'aeroporto d'Abruzzo

Passaporto e permesso di soggiorno era in regola, ma per scrupolo gli agenti hanno voluto approfondire i controlli

Era appena atterrato all'aeroporto d'Abruzzo dal Belgio, diretto all'Aquila dove vivono alcuni parenti. Ma il viaggio in Italia di un cittadino albanese è finito in manette, rinchiuso nel carcere di Pescara, a disposizione della Corte d'appello dell'Aquila per l'avvio delle procedure di estradizione. L'operazione è frutto dei controlli serrati degli agenti della Polizia di Frontiera, diretti dal dirigente Dino Petitti. 

L'uomo arrestato, del 1965, è arrivato alle ore 20.20 a bordo del volo FR5016 proveniente da Charleoi (Bruxelles). Subito, due  operatori della quinta squadra di vigilanza aeroportuale, nel corso di un'attività di controllo sui passeggeri in arrivo, hanno notato un soggetto dall'area circospetta che viaggiava assieme alla sua famiglia. 

L'uomo, residente in Francia ed in possesso di un passaporto albanese e di un permesso di soggiorno francese valido, nonché del visto britannico rilasciato a metà dicembre 2018, è rimasto sorpreso dalla presenza della polizia, dato che viaggiava all'interno dell'area Schengen, dove non sono previsti controlli sistematici dei transiti. 

Nonostante la documentazione regolare in suoi possesso, gli operatori hanno proceduto comunque all'interrogazione di tutte le banche dati. Da quella Interpol è risultato un ordine di cattura internazionale a fini di estradizione a seguito di una condanna per cinque anni di reclusione per truffa emessa dal tribunale di Tirana nel 2015, per cui l'uomo era ancora ricercato. Grazie alla documentazione fotografica fornita dalla stessa Interpol, il latitante è stato identificato e arrestato. 

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Questa attività è il frutto del costante impegno profuso dagli uomini che lavorano negli Uffici di Polizia della Frontiera di Pescara.

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