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Catturati tutti i quattro rapinatori di Lanciano: il capobanda tradito dall'orologio rubato che voleva rivendere

I primi tre sono stati fermati martedì sera, dopo un piccolo incidente d'auto nelle campagne. Il quarto era fuggito in Campania, dove è stato rintracciato dopo che ha tentato fino all'ultimo la fuga

L'incubo di Lanciano è finito. I quattro orchi che domenica mattina all'alba hanno lasciato terrore e violenza nell'abitazione degli stimati coniugi Martelli, sono finiti tutti in manette nel giro di pochi giorni. Ieri pomeriggio, a Casal di Principe (Caserta), è stato arrestato anche quello che mancava all'appello, che secondo gli investigatori è il capo della banda, nonché il responsabile materiale della mutilazione dell'orecchio della signora Niva Bazzan. Si chiama Alexandru Bogdan Colteanu, ha 23 anni, anche lui è romeno. 

Da domenica, il giovane aveva fatto perdere le sue tracce. La squadra mobile di Caserta e gli specialisti dello Sco lo hanno individuato perché ha cercato di mettersi in contatto con alcuni ricettatori della zona per vendere un orologio rubato proprio a Carlo Martelli, il chirurgo in pensione che ha massacrato di botte insieme ai complici. Quando gli agenti lo hanno fermato, nella zona dello stadio della città casertana, Colteanu ha mostrato una patente romena falsa. Ma gli è bastato poco per accorgersi che era stato riconosciuto. Così, ha iniziato a correre, cercando di fuggire tra le auto, scavalcando persino la barriera della strada e liberandosi del giubbotto. Ma gli agenti gli sono stati alle costole e, finalmente, anche lui è stato catturato. 

Quelli che vengono ritenuti i suoi complici sono stati fermati martedì sera, dopo un piccolo incidente d'auto nelle campagne lancianesi, e portati in carcere mercoledì. Sono i fratelli Costantin Aurel Turlica, di 22 anni, Ion Cosmin Turlica (20), e il cugino Aurel Ruset (25), giardinieri e operai di giorno, malviventi di notte. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero i responsabili di altri furti e spaccate nell'area frentana, tanto che erano tenuti sotto controllo da tempo dai carabinieri. Ad agosto, i tre erano stati fermati a Francavilla al Mare con arnesi atti allo scasso sull'auto, la stessa Golf nera su cui, poi, i militari avevano installato un Gps. Avevano rimediato una denuncia, ma questo non li avrebbe fermati. 

Criminali dalla faccia pulita da ragazzini, con le braccia ornate di tatuaggi e tagli di capelli all'ultimo grido. Sul profilo Facebook di uno di loro si racconta la quotidianità di giovanissimi: una passeggiata lungo il corso di Lanciano, una gita al mare per prendere il sole di fronte a un trabocco, una giornata di shopping in un centro commerciale della zona, l'auto con la carrozzeria lucida, proprio quella con cui sono andati ad assaltare la villa dei Martelli. Ragazzi che sembravano normali ventenni, ma che non hanno lesinato violenza inaudita e gratuita, nei confronti di due pensionati disarmati, che dormivano in casa con il loro figlio disabile. Una vicenda che, sin dalle prime ore, ha sconvolto tutta l'Italia e che ha instillato negli investigatori, come detto ieri nella conferenza stampa sul punto delle indagini il "dovere morale" di assicurare i responsabili alla giustizia. 

Ora, i quattro giovanissimi ritenuti i "macellai di Lanciano", sono stati catturati. Devono rispondere di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo d’armi. Stando a quanto dicono gli investigatori, su di loro pendono "elementi gravissimi", che li ricondurrebbero all'assalto di domenica mattina. 

Terminata una settimana da incubo, la tranquilla città di Lanciano può tornare ai suoi ritmi consueti, libera dal terrore, dagli inviati della stampa nazionale e dalle dirette televisive. 

Video: L'arresto del capo della banda

Video: Il rapinatore arrestato rischia il linciaggio dalla folla

Video: Applausi alle forze dell'ordine

Gli indagati erano sospettati di altri furti

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