Rubavano attrezzi agricoli e oggetti religiosi: sgominata la banda

Due persone in carcere e due sottoposte all'obbligo di firma, ma le indagini dei carabinieri di Vasto continuano

Per mesi hanno rubato attrezzi agricoli, che venivano poi rivenduti online a prezzi concorrenziali. E, ora, la banda è stata sgominata, grazie all'operazione "Stihl", dal nome del marchio dei costosi utensili, condotta dal nucleo operativo e radiomobile dalla compagnia carabinieri di Vasto. 

Quattro persone, tutte di Vasto, all'alba di oggi sono state sottoposte a misure cautelari disposte dal gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, su richiesta del sostituto procuratore Gabriella De Luca, che ha coordinato le indagini. 

In carcere sono finiti C.C., 45 anni, recluso a Torre Sinello, e F.A., 42, che invece è stato portato nel carcere di Pescara. Sono invece sottoposti alla presentazione quotidiana ai carabinieri per l'obbligo di firma D.G.M, 38 anni e S.D., 41, entrambi di Vasto. Gli indagati, già noti alle forze dell'ordine, sono stati sottoposti a misura cautelare diversificata in ragione della diversa partecipazione alle azioni criminose.

Secondo quanto ricostruito da un'articolata indagine dei militari vastesi, i quattro sarebbero responsabili di furti aggravati in alcune parrocchie della città e di comuni limitrofi, oltre che in alcune abitazioni, commessi nel periodo compreso tra settembre 2019 e febbraio 2020, sempre nelle ore notturne. A volte, come emerso dalle indagini, venivano svaligiate diverse abitazioni.

La banda concentrava la propria attenzione su case nelle aree periferiche di Vasto, San Salvo e Lanciano, dove trafugavano scuotitori, motoseghe, compressori costosi, prevalentemente di marca Stihl, da cui è derivato il nome dell'operazione. La merce, dopo i colpi, veniva custodita in un luogo ritenuto sicuro, per poi essere venduta su piattaforme di annunci online, a prezzi concorrenziali.

L’attività investigativa, durata circa 7 mesi, si è avvalsa anche di mezzi tecnici grazie ai quali i carabinieri sono riusciti a ricostruire tutti i movimenti degli indagati e dei veicoli utilizzati per il trasporto della merce razziata. Sono più di 20 i furti contestati agli interessati che non hanno risparmiato luoghi di culto dove hanno portato via offertori e candelabri.

Nel corso delle investigazioni, sono stati recuperati numerosi attrezzi di carpenteria e oggetti religiosi, per un valore di circa 30 mila euro, poi riconsegnati ai legittimi proprietari.

Le indagini sono ancora in corso: i carabinieri stanno appurando l’identità di coloro che hanno acquistato la merce rubata tramite il web, in modo da poter tentare di recuperare e riconsegnare attrezzi e oggetti rubati ai legittimi proprietari.

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