Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Lanciano

Arcigay contro monsignor Cipollone: "Paragona l'omosessualità a un delitto"

Il presidente dell'associazione Iezzi punta il dito contro l'arcivescovo di Lanciano-Ortona: "Parole orribili e indegne di un prelato"

Arcigay contro l’arcivescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, per le sue frasi sull’omosessualità. In un’intervista ad un giornale online, infatti, monsignore aveva attaccato duramente la legge Cirinnà, dichiarando, fra le altre cose che “considerare famiglia due uomini o due donne che per forza di cose non sono in grado di generare, è contro la natura”. E ancora: “Oggi, anche per responsabilità di alcune leggi, ci metto la Cirinnà, i delitti sono diventati diritti”.

E il presidente dell’associazione, Adelio Iezzi, parla di “termini indegni di un prelato dal quale ci si aspettano parole di accoglienza e carità cristiana”. La polemica dell’Arcigay contro il presule era già iniziata qualche mese fa, quando a Lanciano c’era stato un convegno “no gender”, “che ospitava - ricorda Iezzi - un noto personaggio provocatore che attacca continuamente il mondo omosessuale, oggi l’arcivescovo usa parole orribili per rivolgersi a coloro che invocano soltanto i più elementari diritti di cittadinanza. Monsignor Cipollone - incalza - addirittura osa paragonare i delitti ai diritti, intendendo per delitti l’orientamento sessuale di milioni di persone, le quali hanno la ‘colpa’ di desiderare riconosciuti, in uno Stato laico, il proprio status e il proprio diritto a realizzarsi come persone umane”. 

Il presidente dell’Arcigay si fa portavoce delle reazioni al pensiero del vescovo “che ci lascia amareggiati e stupidi. Caro arcivescovo - dice -  ancorché si può essere contrari ad una legge, non tolleriamo l'accostamento dei sostantivi “delitti” e “diritti”; sono ben altri i delitti, peraltro commessi anche da uomini della Chiesa Cattolica”.

“Con una manipolazione e una mistificazione perfino delle parole del Pontefice, - continua - monsignor Cipollone tramuta il tema importantissimo dell'ambiente e della salute in una sua battaglia personale ossessiva contro coloro che non rispondono alla sua visione della vita e degli affetti; caro Arcivescovo se ne faccia una ragione: gli omosessuali ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ed ignorarne la presenza come famiglie già costituite non fa altro che aumentare la sofferenza di uomini e donne che come tutti lavorano, amano e sono alle prese con la vita di tutti i giorni. Ci piacerebbe chiedere al Monsignore - conclude - la sua opinione su quale potrebbe essere lo stato d'animo di un giovane studente o studentessa omosessuali nel leggere parole di tale violenza e aggressività: venire paragonati a delinquenti e contro natura, mentre sono ben altri i delitti contro la natura che ogni giorno vengono compiuti avvelenando cielo, acqua e terra”.

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