Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Bomba

Bomba: no a trivelle e raffinerie vicino al lago, l'appello della D'Orsogna

La ricercatrice Maria Rita D'Orsogna torna a guardare con preoccupazione all'Abruzzo, meta del progetto della Forest Oil che prevede la creazione di pozzi di idrocarburi e raffinerie

Maria Rita D'Orsogna

Il prossimo 20 ottobre 2011 a Bomba si riunirà la quarta commissione del consiglio regionale d'Abruzzo per l'industria, il commercio e il turismo, presieduta da Nicola Argirò. Si discuterà di aspetti e problematiche legate alla coltivazione di idrocarburi secondo il progetto Monte Pallano dell'americana Forest Oil Corporation. Il progetto prevede la creazione di almeno cinque pozzi di idrocarburi e la costruzione di una raffineria-desolforatore, simile al centro oli di Ortona.

“Bomba sorge su un terreno idrogeologicamente fragile – spiega la professoressa Maria Rita D’Orsogna, della California State University -  soggetto a frane, smottamenti e subsidenza naturale e ospita già una delicata diga costruita in terra battuta invece che in cemento a causa della sua estrema vulnerabilità. Pare allora opportuno ricordare a Nicola Argirò e all'intera commissione quanto affermato dagli stessi petrolieri nella rivista International Oil Letter, il 20 Agosto 2007: Quella riserva di gas/condensato nonè' stata sfruttata perchè giace sotto il lago di Bomba e sussiste un rischio di smottamenti in quella zona montagnosa”.

Come è stato ribadito più dai geologi abruzzesi e da Ronald Brown, un esponente della Forest Oil International, Bomba è a rischio Vajont ed è pericoloso trivellarla, quali che siano gli strumenti di prevenzione. Contro il progetto, come ricorda la D’Orsogna, si è già espressa l'intera provincia di Chieti, centinaia di associazioni sportive, religiose, culturali, politiche, la Confcommercio, il WWF, i comuni di Fara Filiorum Petri, Fossacesia, Francavilla, Miglianico, Collemezzo, Roccascalegna, Tornareccio, Altino, Torricella Peligna, Pennadomo, Bomba, oltre a centinaia di cittadini che hanno mandato osservazioni all'ufficio VIA di Antonio Sorgi, organizzato incontri informativi e protestato contro la petrolizzazione della nostra regione. Anche gli eredi di John Fante dalla California si sono espressi contro la trasformazione di Bomba in un campo di gas.

“Il comitato di cittadini 'Gestione partecipata del Territorio' guidato da Massimo Colonna ha messo in luce tutte le pericolosità del progetto della Forest Oil: oltre alla subsidenza, il superamento di limiti legali per le emissioni, la vicinanza della raffineria al centro cittadino, i danni che porterà all'economia agricolo-turistico della zona”.

“Ricordiamo a Nicola Argirò – continua Maria Rita D’Orsogna - e all'intera Quarta Commissione che il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia, afferma che la volontà popolare è vincolante. Chiediamo allora che il nostro desiderio di non essere petrolizzati, manifestato all'unanimità in mille modi nel corso degli scorsi anni, sia rispettato. E' la democrazia La scienza, il senso comune, l'intelligenza puntano in una sola direzione: vietare trivelle e raffinerie in vicinanza del lago, senza se e senza ma”.

E conclude: “Non lasceremo alla Forest Oil distruggere Bomba, il suo lago e la sua storia ed esigiamo che per una volta la politica sia decisa e faccia gli interessi veri della gente e non degli speculatori. In campagna elettorale Gianni Chiodi disse di essere contrario al centro oli di Ortona. Anche se non siamo in campagna elettorale, i cittadini di Bomba meritano esattamente lo stesso rispetto”.
 

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