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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca Lanciano

Corruzione e turbativa d'asta in appalti della Asl: tra gli arrestati c'è anche un imprenditore lancianese

Un primo filone di indagine della Procura della Repubblica di Pescara si è chiuso con 5 indagati che sono stati posti agli arresti domiciliari

C'è anche un imprenditore di Lanciano tra le cinque persone indagate e poste agli arresti domiciliari nell'ambito del primo filone di indagine della Procura della Repubblica di Pescara su alcuni appalti della locale Asl. Come riferisce IlPescara.it, ai cinque vengono contestati i reati di corruzione e turbativa d'asta.

Le indagini della Procura (pm Giuseppe Bellelli) avrebbero disvelato una parte della fitta e ramificata rete di relazioni dell'imprenditore pescarese Vincenzo Marinelli, referente sul territorio di società nazionali e multinazionali operanti nel settore medico sanitario. Le indagini avrebbero consentito di raccogliere «gravi e plurimi indizi di colpevolezza», come si legge in una nota della questura, ritenuti sussistenti dal Gip del tribunale a carico dei protagonisti di un presunto collaudato meccanismo corruttivo nell'ufficio Uoc/Abs della Asl che avrebbe determinato il condizionamento di almeno 5 gare d'appalto per un valore complessivo di 35 milioni di euro con costosi doni, cene conviviali, promesse di incarichi più prestigiosi e remunerativi e con vere e proprie tangenti che Marinelli, direttamente o tramite suoi emissari (tra cui il suo autista e factotum) avrebbe fatto pervenire al direttore dell'unità operativa complessa Acquisizione beni e servizi della Asl nonché a Rup e autorità di gara.

Secondo gli inquirenti l'utilizzo di fatturazioni false emesse da enti e società compiacenti al gruppo di Marinelli e la creazione di fondi neri avrenbbero permesso di creare la provvista in denaro necessaria per le successive tangenti. Un ruolo rilevante in questo sistema sarebbe stato ricoperto anche da un altro funzionario pubblico in servizio nella medesima unità operativa complessa.

All'apice dell'emergenza covid sarebbe emersa un'altra figura, quella di un imprenditore il quale, sfruttando relazioni e rapporti d'affari extra moenia con uno degli indagati, il funzionario pubblico, e in cambio di denaro e altre utilità anche in favore del direttore, sarebbe riuscito a risultare affidatario diretto di plurime commesse di dispositivi di protezione individuale, conseguendo ingenti profitti.

Il gip ha così rilevato gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei 5 indagati per concorso nei reati continuati di turbativa d'asta e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. È stato ravvisato il pericolo di reiterazione delle condotte illecite omologhe e per questa ragione sono scattati gli arresti domiciliari. Le misure cautelari sono state eseguite dagli uomini della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato. Richiesta che invece non è stata accolta per altri due indagati. Indagati che in totale sono 13. Naturalmente è bene ricordare che la colpevolezza eventuale degli indagati dovrà essere dimostrata. Al momento vige il principio della presunzione di innocenza.

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