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"Grazie a chi ha contribuito a ritrovare nostra madre, aiutiamo le famiglie dei pazienti affetti da Alzheimer"

Il messaggio dei familiari dell'anziana scomparsa giovedì da Chieti e trovata in tarda serata, che, tramite l'associazione Alzheimer Uniti Abruzzo, vuole dare supporto a chi è nella stessa situazione

I familiari dell'anziana scomparsa giovedì pomeriggio a Chieti Scalo e ritrovata a tarda serata in buone condizioni vogliono ringraziare pubblicamente tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito a questo lieto fine. Una ventata di speranza e positività in un momento difficile, che diventa occasione anche per sensibilizzare su una malattia, la sindrome di Alzheimer, sempre più diffusa, ma di cui purtroppo si sa ancora troppo poco. 

In un messaggio inviato alla nostra redazione, il figlio della signora ringrazia, a nome della famiglia, "tutti coloro che si sono adoperati in quelle ore confuse per ritrovare mamma: le associazioni di Protezione Civile, Croce Rossa, Valtrigno, tutte le forze dell'ordine, polizia, carabinieri, unità cinofile, vigili del fuoco, anche le associazioni che hanno messo a disposizione i cani molecolari che poi sono riusciti a trovarla. Fortunatamente tutto si è risolto nel migliore dei modi e ci teniamo come famiglia pubblicamente a ringraziare tutti".

Un ringraziamento che si estende a tutte le aziende della zona (quella del Parco Paglia, ndc), "che si sono rese disponibili di farci accedere al loro sistema di videosorveglianza, che hanno consentito ai soccorritori di individuare l'area precisa in cui concentrare le ricerche". 

La signora, ora, è a casa con i suoi cari, che sin dall'inizio della malattia le prestano tutte le cure del caso. Ma, in occasione di ciò che ha accaduto, vogliono far conoscere un problema gravoso come quello di un parente affetto da Alzheimer, che riguarda moltissime famiglie. 

Proprio per aiutare queste persone, hanno contribuito a creare l'associazione Alzheimer Uniti Abruzzo "che cerca - spiegea ancora il figlio - di stare vicino alle famiglie fornendo informazioni e supporto concreto, cercando di sviluppare programmi, far crescere gli Alzheimer Caffè, realtà presenti in tutta Europa e nel nord Italia, per dare aiuto alle famiglie che spesso sono sole e non hanno supporto sanitario adeguato perché c'è carenza di centri diurni pubblici e privati".

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