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Annullato il presepe vivente a Chieti, il sindaco Di Primio: "Denunciamo gli organizzatori"

Il Comune chiede che l'associazione Teate Nostra "paghi il danno d’immagine arrecato alla comunità"

Il 6 gennaio a Chieti il "Presepe vivente" non ci sarà. L'associazione Teate Nostra, presieduta da Vanni Di Gregorio, ha annunciato che a "causa dei ritardi da parte del Comune la manifestazione quest'anno non ci sarà". Un annuncio che ha fatto andare su tutte le furie il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio: 

“L’Associazione ‘Teate Nostra’, presieduta da Vanni Di Gregorio, restituisca al Comune gli abiti di scena e gli strumenti musicali acquistati con i soldi dell’Ente ed adoperati normalmente per lo svolgimento delle manifestazioni comunali e di quelle fuori territorio ma soprattutto riconsegni i locali dati in concessione da anni, in ragione del mancato versamento degli affitti al Comune”.

Poi il sindaco di Chieti risponde alle affermazioni del presidente dell’associazione che avrebbe dovuto organizzare l’edizione 2020 del Presepe Vivente di Chieti:

Alla luce delle dichiarazioni e dell’atteggiamento del sig. di Gregorio  è intenzione dell’Ente denunciare il presidente dell’associazione ‘Teate Nostra’ per il danno d’immagine arrecato al Municipio e all’intera comunità. Attraverso l’interessamento dell’assessore Antonio Viola l’Ente si era fatto parte diligente nella co-organizzazione del tradizionale Presepe Vivente; l’Ufficio Manifestazioni, infatti, già da settimane aveva provveduto al necessario per la messa in scena della manifestazione: dal reperimento di tutti gli animali, della paglia e della legna, ai contratti per l’allaccio della fornitura dell’energia elettrica e i tecnici specializzati, alla regolamentazione del traffico e della viabilità.

Una situazione scaturita dalla richiesta, da parte dell'associazione, del contributo di circa 5mila euro pattuito con il Comune. Su questo Di Primio precisa:

Una associazione senza scopi di lucro che intende organizzare una manifestazione non può pretendere dal Comune soldi in anticipo e senza alcun documento giustificativo. Con il presidente, infatti, correttamente, era stato pattuito che, a seguito dell’evento, ove ci fossero state spese extra debitamente rendicontate, il Comune avrebbe rimborsato quanto dovuto e in ogni caso tali spese, in quanto straordinarie, di certo non possono rappresentare la condizione imprescindibile per lo svolgimento dell’evento in questione, fatto dai volontari delle parrocchie del territorio e pianificato nei particolari anche economici. Come accaduto per l’edizione dell’anno scorso, l’associazione ha agito nelle stesse modalità pregresse, ritirandosi all’ultimo momento e causando non pochi problemi all’Ente che nel mentre si era adoperato per l’ottenimento di quanto necessario. È grave il danno d’immagine e quello materiale arrecato – evidenzia il Sindaco - è arrivato il momento di dire basta alle associazioni fantasma, alle associazioni che pretendono soldi oltre il lecito dal Comune, alle associazioni che pensano che il Comune sia una mucca da mungere.

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