Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Licenziata dal supermercato dopo le assenze causa Covid: giudice reintegra lavoratrice fragile

La donna, che lavora a Chieti, è affetta da una grave patologia autoimmune e, durante lo scorso lockdown, era stata costretta ad assentarsi dal lavoro per la sua condizione di fragilità

Si assenta dal lavoro per mesi, a causa dell’emergenza coronavirus e della sua patologia autoimmune, ma quando è pronta a rientrare viene licenziata. È quanto accaduto ad una lavoratrice fragile di Chieti, che dopo l’episodio si è rivolta alla Uiltucs Abruzzo per fare ricorso. Nei giorni scorsi il tribunale del lavoro di Chieti ha annullato il licenziamento e condannato la società che gestisce l'ipermercato Conad di Megalò a reintegrarla immediatamente sul posto di lavoro. 

Come ricostruisce l’Ansa la donna, affetta da una grave patologia autoimmune, durante il primo lockdown del 2020 era stata costretta ad assentarsi dal lavoro per la sua condizione di fragilità, essendo maggiormente esposta al rischio di contagio derivante dalla sua immunodepressione. E quando lo scorso novembre era pronta a per rientrare, secondo il parere del medico competente, la società le ha comunicato il licenziamento per aver superato il tempo massimo di malattia che viene concesso normalmente a un dipendente per la conservazione del posto di lavoro.

Difesa dal legale Massimiliano Matteucci della Uiltucs Abruzzo, il suo ricorso è stato accolto dal giudice del lavoro di Chieti, Ilaria Prozzo, che ha evidenziato “la non computabilità nel periodo di comporto dei periodi di assenza dal servizio determinati da una condizione di rischio derivante da immunodepressione”. 

La difesa della lavoratrice aveva fatto leva sul quadro normativo emergenziale emanato dal legislatore sin dalla dichiarazione dello stato di emergenza a tutela dei lavoratori ed in particolare per quelle categorie di lavoratori con grave disabilità o in condizioni di fragilità, quindi maggiormente esposti al rischio di contagio, evidenziando come nel caso della lavoratrice licenziata non trovasse applicazione la normativa ordinaria che avrebbe legittimato il licenziamento.

In particolare, l'articolo 26 del decreto legge 18/2020, tutela l'interesse collettivo ad evitare il diffondersi del contagio da Sars Cov 2 e nel contempo tutela i soggetti maggiormente esposti a tale rischio, come i soggetti fragili, garantendone l'assenza dal lavoro.

Ora la lavoratrice dovrà essere subito reintegrata.
 

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