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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Angina a coronarie sane, ancora un contributo dalla Cardiologia di Chieti

La Cardiologia Universitaria balza agli onori delle cronache internazionali per la pubblicazione di due importanti lavori sull'argomento su riviste di prestigio internazionale

Dolore anginoso, alterazioni elettrocardiografiche tipiche, ma apparente normalità o “non significatività” della coronarografia: questi pazienti sono tuttora spesso dimessi con una diagnosi “in negativo”, senza una precisa caratterizzazione, mentre è invece oggi noto che una diagnosi in questi pazienti di ischemia miocardica ha una valenza prognostica ben diversa rispetto a una situazione di normalità, con un rischio aumentato d’infarto e di mortalità coronarica.

La Cardiologia Universitaria di Chieti, da tempo impegnata a chiarire aspetti diagnostici, prognostici e terapeutici di questa situazione clinica balza agli onori delle cronache internazionali per la pubblicazione di due importanti lavori sull’argomento su riviste di assoluto prestigio internazionale. 

Nel primo di tali lavori, coordinato dal dottor Marco Zimarino, cardiologo interventista della Cardiologia Universitaria di Chieti, e pubblicato sulla Nature Reviews in Cardiology, viene fatta una disamina scrupolosa del funzionamento normale e patologico della circolazione coronarica collaterale, quella che permette al muscolo cardiaco talora di sopravvivere in presenza di un’ostruzione grave o un’occlusione di un’arteria coronaria.

Nel secondo di tali lavori, con primo autore il dottor Francesco Radico, Specializzando della Scuola di Cardiologia, e pubblicato come State-of-the Art Paper su JACC Interventions, la migliore rivista americana di cardiologia interventistica, viene delineato l’iter diagnostico ideale cui sottoporre i pazienti con angina e coronarie angiograficamente normali. L’iter diagnostico si basa sull’uso dei cosiddetti “test funzionali”, che permettono, in sala di Emodinamica, di svelare il comportamento anomalo delle grosse arterie coronarie o della microcircolazione coronarica, impossibile da indagare con la sola angiografia. 

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