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Senza lavoro per assistere la figlia malata: il dramma del papà di Noemi

Andrea Sciarretta è stato licenziato dal supermercato di Guardiagrele in cui lavorava e oggi la famiglia si ritrova senza alcun reddito. Lui continua a lottare per il riconoscimento della legge sul Caregiver e lancia un appello "a un imprenditore sensibile"

In tanti lo conoscono come presidente della onlus Progetto Noemi, nata in supporto della piccola Noemi Sciarretta, la bimba di 4 anni di Guardiagrele affetta da Sma1, Atrofia muscolare spinale. Per la sua figlia minore, papà Andrea ha lottato in ogni modo, alla ricerca di cure alternative, fondi per l'assistenza sanitaria, sensibilizzazione alla malattia. 

Ma la sua battaglia gli ha fatto perdere il lavoro. Lo scorso giugno, infatti, Sciarretta è stato licenziato dal supermercato di Guardiagrele in cui lavorava. Per legge, usufruiva di permessi retribuiti per assistere Noemi, che necessita di assistenza continua, 24 ore al giorno. E oggi la famiglia si trova senza alcun reddito, visto che anche la mamma della bimba ha dovuto lasciare il lavoro quando questa aveva 3 mesi, dopo la diagnosi. 

Ma la battaglia continua: da tempo gli Sciarretta si battono affinché la Regione approvi il progetto di legge sul Caregiver, che darebbe finalmente un riconoscimento giuridico a chi assiste disabili pediatrici gravissimi e non, riconosciuti invalidi al 100 per cento e che necessitano di  altissima complessità assistenziale, garantendo loro un assegno mensile “di cura".

“Da giugno – racconta Sciarretta - sono senza lavoro, non mi è stato confermato il contratto nel supermercato di Guardiagrele dove lavoravo da  sei anni, proprio nel momento in cui si prospettava il tempo indeterminato, che avrebbe garantito stabilità familiare. Per assistere mia figlia ho usufruito della legge 104, ovvero dei permessi retribuiti dall’Inps, per un massimo di 24 ore al mese, ore preziose per la vita di Noemi. Non so se sia stato questo mio usufruire di permessi ad aver determinato la cessazione del rapporto di lavoro, non voglio nemmeno pensarlo. Ho sempre garantito la mia presenza , seppur ridotta per legge, sul posto di lavoro". 

Oggi, papà Andrea lancia un appello per cercare una nuova occupazione: “Confido nel conoscere un imprenditore sensibile - dice - che mi aiuti a coniugare l'assistenza per la mia piccola ed il reddito da lavoro. Spero che questo accada presto, tengo molto al posto di lavoro".

“A  Noemi – spiega ancora Sciarretta - è garantita l’assistenza domiciliare  per sole 4 ore al giorno nei feriali e 3 ore il sabato, per il resto, ovvero per le restanti 20 ore di ogni giorno siamo mia moglie ed io a prenderci cura di nostra figlia che non può essere lasciata mai sola. Vive solo grazie a noi."

“Una boccata d’ossigeno – conclude - sarebbe l’assegno mensile previsto nella legge sul Caregiver, per i casi più critici disabilità pediatrica 1.000 euro ad uno dei genitori. Ma la legge resta in commissione, e non è certa nemmeno la copertura finanziaria. Ci sono centinaia di casi ai quali, nella legge, deve essere garantito il 50 per cento delle risorse. Questo è un punto fermo in cui è' impossibile discostarsi, una percentuale minore non è tollerabile"

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