Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

"Amami Teatro”, al Marrucino in scena anche la creatività degli artigiani abruzzesi

Fino a domenica aperta la mostra di strumenti rari allestita per il bicentenario del teatro

Prosegue con entusiasmo la kermesse del Marrucino "Amami teatro" con musica ed altri interessanti appuntamenti 24 ore su 24 fino a domenica, organizzata dalla Deputazione Teatro Marrucino, dal Fai e dalla Cna di Chieti in collaborazione con l’Unione Cna Artistico e Tradizionale dell’Abruzzo presieduta da Francesco Carullo. 

Un evento dedicato al teatro e alla sua storia bicentenaria, nata nel 1818. "Un omaggio alla città che vuole continuare a investire sulla cultura come fattore di sviluppo di un territorio e della sua economia, ma anche al lavoro dei nostri artigiani ed alle eccellenze che rappresentano" sintetizza Letizia Scastiglia, direttore della confederazione artigiana di Chieti.

La Cna è presente alla kermesse del Marrucino nelle vesti di co-protagonista, con una mostra di strumenti musicali rari e preziosi (alcuni, tipici, descrivono la tradizione regionale) messi a punto da maestri artigiani che li hanno realizzati o li curano come farebbe un medico amorevole con i propri pazienti; e, accanto alla tradizione, anche quelli che meglio non potrebbero descrivere l'innovazione:   rappresentata dalle nuove leve del firmamento musicale, ovvero da quelle aziende che propongono strumenti o apparecchiature avanzate, come amplificazioni. 

"Attraverso una ricerca durata settimane e tantissimi contatti – spiega Carullo – abbiamo avuto modo di scoprire una realtà fatta di prodotti di altissima qualità realizzati nelle quattro province abruzzesi: aziende che illustrano davvero il nostro territorio, che possono spesso vantare una storia lunghissima alle spalle, che hanno tramandato di generazione in generazione saperi e tradizioni, che hanno saputo vincere anche la sfida dell’innovazione".

 

In uno spazio tradizionalmente vissuto dagli amanti del teatro, come il foyer, fanno dunque bella mostra di sé strumenti rari e ricercati (archi, ottoni, pianoforti), accanto a quelli della tradizione musicale regionale (l’organetto, il piffero in pietra della Majella o più giovane fratello in ceramica). Ma pure accessori celebri (le corde musicali di Salle) con accanto apparecchiature sofisticate che dall’Abruzzo hanno letteralmente spiccato il volo per sfondare sui mercati di mezzo mondo. Tutti realizzati da una quindicina di aziende (Claudio Di Simone; Dado Iannelli; Giuseppe Liberati; Gino Sfarra; Gianni Tribotti; John Casalanguida; Della Noce; Angelo Fabbrini; Fratelli Toro, Salvatore Valentinetti; Marco De Virgiliis; Alessandro Pizzi; Janni; Augusta Di Leonardo; Antonio Di Leonardo-Città della Musica) il cui nome è stato spesso associato a interpreti straordinari della musica classica come del jazz, del rock come del blues.  

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