Cronaca

Calcio e posto fisso, Alessio Rosa: da punta a impiegato

Ormai anche i calciatori non sono più immuni al fascino del posto fisso. Come racconta Alessio Rosa in un'intervista rilasciata a Sportlive.it. L'ex bomber del Chieti Calcio a novembre ha infatti rescisso il contratto con la società per fare l'impiegato

Anche i calciatori non sono più immuni al fascino del posto fisso. Lo sa bene Alessio Rosa, l'ex bomber del Chieti che a novembre ha abbandonato la casacca neroverde per indossare i panni da impiegato perchè, come spiega in un'intervista rilasciata a Sportlive.it, "oggi il pallone non dà da vivere”.

Che cosa??? "Non è più come dieci-quindici anni fa - dice l'ex capitano del Chieti - allora anche se giocavi in C facevi qualche sacrificio e con i guadagni di una carriera potevi campare di rendita. Oggi è eufemistico dire che non si naviga nell'oro e in fondo non serviva la mia storia per capirlo: fra stipendi e contributi che saltano e società che spariscono, con il calcio non si mangia". E infatti Rosa ammette candidamente che ciò che è cambiato da un punto di vista lavorativo nella sua vita passando dal campo di calcio alla scrivania è proprio il fatto di avere uno stipendio fisso a fine mese.

Rosa ha posto fine alla sua carriera di calciatore a 27 anni, lo scorso novembre, dopo 4 stagioni giocate con il Chieti e prima dell'escalation che sta conducendo Bellia e company direttamente in zona playoff. Calcio: il Capitano Alessio Rosa lascia il Chieti
La sua carriera era iniziata a 18 anni in serie D.

Oggi continua a giocare per passione al San Marco Servigliano, squadra di Promozione marchigiana, ma il suo lavoro è in un'azienda, dove è socio e organizza corsi di formazione. Dopo le stagioni col Chieti è tornato ad Ascoli, la sua città natale, qui vive con la moglie Federica e la figlioletta Giulia di un anno.

“Ho la certezza di lavorare e guadagnare - spiega ancora Rosa - invece nel calcio resta tutto un’incognità ed io con una famiglia da mantenere non potevo permettermi un rischio del genere, fermo restando che Chieti è una mosca bianca in questa situazione. In Lega Pro è così ovunque, e in D, dove potevo scegliere di giocare, è pure peggio. Adesso conduco una vita normale, coltivo la passione per il calcio, mi diverto e arrotondo con il rimborso spese dal San Marco".

E sul Chieti aggiunge: “E' una società serissima, dirigenti come Battisti, Di Giampaolo, Costa e lo stesso presidente Bellia sono stati sempre punti di riferimento per me e per gli altri ragazzi. Purtroppo in seno al club qualcuno non vuole il bene della squadra e non fa che mettere zizzania all'interno dello spogliatoio e parlare male dei giocatori...”  Ma ad Alessio Rosa la squadra neroverde manca eccome: "la dirigenza era come una famiglia, e poi il calore impagabile dei tifosi...”.

Ma nella vita si fanno delle scelte e Rosa non è affatto pentito della sua così 'contemporanea'.

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