Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Alla scuola di Via Pescara l'albero della pace proveniente da Nagasaki

Cerimonia con sindaco e genitori alla scuola primaria. In Abruzzo solo 3 esemplari

Alla scuola primaria di via Pescara mette radici l’albero della pace e della speranza proveniente da Nagasaki. Affollata, venerdì pomeriggio, la cerimonia di accoglienza e piantumazione della pianta di kaki proveniente dalla città giapponese: un’iniziativa inserita nel più ampio progetto mondiale “Kaki Tree Project".

LA STORIA - Il 6 e il 9 agosto 1945 le due città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki furono bombardate dalle esplosioni atomiche. A Nagasaki, la seconda bomba rase al suolo un terzo delle abitazioni e provocò circa 66.000 vittime tra morti e feriti, per non parlare delle drammatiche conseguenze radioattive sui sopravvissuti: fu proprio in questa città che uno sparuto albero di kaki riuscì a sopravvivere sotto le ceneri grazie all’intervento del dottor Ebinuma, botanico di Nagasaki, specializzato nella cura delle piante. 

L'albero della pace alla scuola di via Pescara

Il botanico giapponese adottò questo sterpo malandato e con molta dedizione fu capace di riportarlo in buona salute. Oggi siamo alla seconda e terza generazione di figli di quel primo albero post atomico; dal suo frutto, infatti, sono stati prelevati alcuni semi da cui sono nate altre pianticelle che il dottor Ebinuma ha iniziato ad affidare ai bambini in visita al museo del bombardamento atomico di Nagasaki, pregandoli di curarle e farle crescere perché diventassero simboli di pace e di amore. 

Nell’agosto del 1995, grazie al contributo dell’artista giapponese Miyajima ha preso il via il progetto “Revive time l’albero dei cachi” che cerca genitori adottivi per nuovi virgulti da piantare in tutto il mondo. Queste piccole piante coraggiose sono diventate un segno forte di speranza e fiducia nel futuro e oggi vegetano e fioriscono in ogni angolo della terra.

In Abruzzo, al momento, vi sono solo 3 esemplari di queste piante - la scuola di via Pescara è l’ultima in ordine cronologico - a breve saranno integrate da altri due esemplari rispettivamente distribuiti a Chieti e Pescara.  “La storia di questo albero di kaki – ha detto il sindaco ai ragazzi della scuola -  ci insegna che con pazienza e dignità anche ciò che sembra insostenibile è possibile: riuscire a sopravvivere sotto le ceneri del più orribile evento atomico provocato dall’uomo. I sogni del dottor Ebinuma servono a ricordare il nostro passato e ad aiutarci a non ripercorrere i medesimi errori”. 
 

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