Adottano le aiuole dietro piazza San Giustino per prendersene cura, il Comune li diffida

Il club Automoto storiche aveva deciso di adottare l'area nonostante per il Comune di Chieti non ci fossero i presupposti. “Abbiamo lavorato duramente, con passione, per pulire e abbellire quella zona" racconta il presidente

Volevano adottare le aiuole sul marciapiede di largo Cavallerizza, dietro piazza San Giustino, per prendersene cura e a tal proposito avevano anche affisso dei cartelli che invitavano la cittadinanza ad avere cura degli spazi. Ma la procedura non era stata autorizzata dal Comune di Chieti che ha diffidato il club Automoto storiche presieduto da Gianmichele Finarelli.

“Abbiamo lavorato duramente, con passione, per pulire e abbellire quella zona – racconta il presidente - subendo anche qualche atto vandalico. Per tre volte abbiamo ricevuto la visita delle pattuglie della polizia municipale, che ci hanno intimato di interrompere i lavori.  Non abbiamo ottemperato ed abbiamo detto loro che, in caso di sanzioni, ci saremmo rivolti al giudice di pace. Gli agenti, in evidente imbarazzo, sono andati via sempre senza multarci.

Per porre fine al disagio in cui si trovavano la Polizia Municipale e l’Ufficio Verde - continua - dopo aver consultato internet, il 6 marzo scorso abbiamo scritto al sindaco fornendogli , fra l’altro, il regolamemto del Comune di Bologna inerente la materia che semplifica le procedure di adozione di aree pubbliche da parte di associazioni e privati cittadini. Il sindaco non ci ha risposto e non ha sentito nemmeno il bisogno di far deliberare sulla questione il suo Consiglio Comunale, anche al solo fine di trarre d’impaccio sia la Municipale che l’Ufficio Verde Pubblico”.

Così, pochi giorni dopo,  tramite una raccomandata inviata dal dirigente del V settore - Verde Pubblico, Salvatore Colacito, viene detto all’associazione che non può più occuparsi di quelle nove aiuole.

“Il nostro club – ammette Finarelli  – aveva fatto richiesta di autorizzazione, ma la procedura era decisamente costosa e complessa (grafici, relazioni tecniche, transenne, coperture assicurative e regolarizzazione degli addetti ai lavori, tutti soci del club, pensionati coperti da assistenza sanitaria e disposti a gratuito volontariato) e alla fine abbiamo adottato ‘illegalmente’ queste aiuole cittadine. Contrariamente a quello di Chieti, siamo a conoscenza del fatto che altri Comuni adottano delle procedure molto snelle ed economiche, da qui la nostra lettera indirizzata al prefetto per sollecitarlo ad intervenire per la firma Patti di Collaborazione con il Comune di Chieti.

Al club automoto storiche Chieti e ai concittadini che hanno deciso di seguire il nostro esempio non interessano le sponsorizzazioni, ma “solo” vivere in una città bella e pulita”.

“Signor prefetto – si conclude la lettera - a nome del club da me presieduto, La prego di aiutarci a risolvere questo “problema”, invitando il Comune a partecipare ad un incontro in Prefettura, nel quale superare i vari ostacoli, al fine di porre le basi del primo Patto di Collaborazione del Comune di Chieti. Tutto ciò in applicazione del principio di sussidiarietà, di cui all’art. 118 della Costituzione, grazie al quale le Amministrazioni Comunali assumono il dovere di sostenere e valorizzare l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, volta al perseguimento di finalità di interesse generale. E quindi non posso che confermare la nostra disponibilità a titolo spontaneo, volontario e gratuito, di energie, risorse e competenze a favore della comunità di cui facciamo parte. Ribadiamo, quindi, la nostra ferma volontà a proseguire nel nostro intendimento di dare una mano alla nostra città.

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Doveroso rispetto nei Suoi confronti ci ha imposto di interrompere, solo temporaneamente, la manutenzione delle aree di cui è questione”.
 

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