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un' immagine del ragazzo ferito pubblicata sui social

un' immagine del ragazzo ferito pubblicata sui social

In cinque contro uno lo pestano e poi scappano: "Sono stati i militanti di CasaPound"

Un giovane ha denunciato l'accaduto al commissariato di Lanciano. L'aggressione durante nella notte tra mercoledì e giovedì

Un ragazzo di vent’anni è stato aggredito giorni fa nei pressi della stazione vecchia di Lanciano da cinque persone: calci, pugni e sputi al grido di “antifascista di m…a” che gli hanno procurato un trauma cranico con una prognosi di dieci giorni. A segnalarlo sono i ragazzi di Zona Ventidue e Laboratorio Sociale Largo Tappia Lanciano, secondo i quali gli aggressori sarebbero dei militanti di CasaPound Lanciano contro i quali il loro amico ha deciso di sporgere denuncia.

L’episodio si è verificato durante la “nottata” lancianese, al momento degli spari, mentre la città era piena di gente. “L'hanno picchiato in cinque – raccontano - senza dargli neanche il tempo di reagire, colpendolo alle spalle e accanendosi sulla sua faccia e sulla sua testa con calci, pugni e sputi. Da vili e da codardi. Quando gli amici di Alessandro sono riusciti a fermarli, lo hanno lasciato a terra, con la faccia sporca di sangue e il fiato spezzato. Quelli che l'hanno picchiato sono esponenti di Casapound Lanciano, quelli che si sono candidati alle elezioni comunali nella coalizione democristiana di Tonia Paolucci, quelli che solo nell'ultimo anno: hanno picchiato un minorenne ad una festa d'istituto, hanno minacciato e circondato in venti la casa dove un nostro compagno di Zona Ventidue abitava con la compagna; quelli la cui reputazione si basa sulla violenza, sul timore che ne consegue, e sull'omertà che li nasconde. Alessandro però li ha riconosciuti, e alla fine ha deciso di denunciarli”.

Lo sfogo prosegue su Facebook in un lungo post dove gli attivisti di Zona Ventidue e  Largo Tappia spiegano di aver reso nota la vicenda per due motivi: “Il primo è che ci siamo stancati ogni volta di dover ricordare alla comunità, ma soprattutto agli amministratori, che razza di pericolo rappresenti Casapound. Il secondo motivo è che troppe volte violenze come questa sono rimaste nascoste e impunite. Troppe storie abbiamo sentito senza poter reagire perché chi era vittima aveva paura di diventarlo di nuovo. Troppe volte non abbiamo agito perché ci hanno chiesto, per timore, di non farlo. La scelta di Alessandro – spiegano - è una scelta coraggiosa che speriamo possa essere di esempio e di avvertimento per altri ragazzi e ragazze che hanno subito o stanno subendo ma hanno paura di reagire. Perché il prossimo a doversi difendere da solo contro cinque, sappia che alle spalle ha una comunità forte e coesa che non ha paura di rispondere. Perché alla fine, non ci siano più violenze e violenti”.

Puntuale la replica di CasaPound Lanciano, tramite il responsabile cittadino Marco Pasquini: “Siamo stufi di questi attacchi meschini e infamanti, siamo stufi di quattro universitari viziati che sognano una rivoluzione inesistente, siamo stufi di dover leggere comunicati diffamatori ogni qualvolta che questi individui tornano dalle loro topaie sparse per l'Italia.
Non è un caso che in seguito alla nostra azione di ieri dove c'è stata una gran risposta positiva da parte della cittadinanza, gli antagonisti nostrani hanno ripreso a piagnucolare uscendo pubblicamente con un comunicato su una della loro pagine”.
 

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