Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca San Giovanni Teatino

Botte al fantino per obbligarlo a non partecipare alla gara ippica: arrestati due fratelli

Devono rispondere di violenza privata e lesioni personali pluriaggravate in concorso: secondo le indagini, prima intimarono all'atleta di rinunciare alla corsa, ma al suo rifiuto lo aggredirono con pugni e calci

L'uomo fu ricoverato all'ospedale di Chieti

Sono finiti in manette con l'accusa di aver aggredito un uomo, causandogli gravi lesioni, per fare in modo che questi non partecipasse a una corsa ippica. Per questo, stamani, due fratelli di 30 anni di etnia rom, residenti nel territorio frentano, sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile di Chieti, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Andrea Di Berardino, su richiesta della dottoressa Marika Ponziani. 

I fatti contestati ai due risalgono allo scorso mese di aprile. Secondo le indagini, sarebbero loro i responsabili dell'aggressione a un uomo romeno di 39 anni, driver e allenatore di cavalli residente fuori regione, avvenuta all'ippodromo d'Abruzzo, a San Giovanni Teatino. 

Era il primo pomeriggio di un martedì di fine aprile quando il 39enne, in attesa di partecipare a una delle gare ippiche ufficiali in programma, venne avvicinato da alcune persone tra cui, secondo le indagini, i due fratelli arrestati oggi. Questi, con atteggiamento ritenuto allusivo e intimidatorio, intimarono al fantino di non partecipare alla corsa. 

Al suo rifiuto, sempre secondo quanto ricostruito dalle indagini, iniziarono a picchiarlo: prima con un violento colpo alla tempia, che lo faceva cadere, poi con calci al volto e alla schiena. I vigilanti in servizio si accorsero di quanto stava succedendo, intervenendo i maniera tempestiva per evitare il peggio. 

Gli aggressori furono allontanati dall'ippodromo e venne fatta intervenire l’ambulanza già presente nell'impianto in concomitanza dello svolgimento delle gare ippiche. Il fantino venne portato all'ospedale di Chieti, dove venne ricoverato per diversi traumi al corpo e al volto e alcune fratture alle costole, con prognosi complessiva di oltre 60 giorni.

La certosina attività di indagine eseguita, l’analisi delle immagini di videosorveglianza dell’ippodromo e l’escussione dei numerosi testi ha determinato la raccolta di importanti elementi di prova a carico degli arrestati, già noti alle forze dell'ordine per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti, assidui frequentatori del mondo delle gare ippiche e appassionati di cavalli.

I due sono finiti in carcere per i reati di violenza privata e lesioni personali pluriaggravate in concorso.

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