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Cronaca Vasto

Nuove aggressioni del canide a Vasto marina, morse tre persone nella notte

Vittime due studenti universitari e un uomo di origine straniera, per loro 8 giorni di prognosi e profilassi antirabbica. Pochi giorni fa nella stessa strada erano stati azzannati due fidanzatini

Altre tre aggressioni da parte di un canide si sono verificate alle 2 circa della notte tra il 1 e il 2 agosto a Vasto marina. L'animale, che da mesi agisce nella zona di Vasto, ha attaccato di nuovo in via Grecale, dove solo qualche giorno fa erano stati morsi due fidanzatini di Lucera, e sul lungomare Duca degli Abruzzi.

Questa volta ad avere un incontro faccia a faccia con l'animale sono stati due 20enni universitari, uno di Vasto e uno di San Salvo, che sono stati morsi agli arti inferiori, e un uomo di origine straniera.

I tre si sono recati al pronto soccorso dell'ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto per le cure del caso: per loro una prognosi di 8 giorni e profilassi antirabbica.

Solo due giorni fa, all'indomani dell'ultima aggressione che ha visto protagonisti due giovani turisti di Lucera, si è tenuto un vertice degli enti istituzionalmente ed operativamente coinvolti nelle attività relative al monitoraggio e alla cattura del canide.

Ne fanno parte il Comune di Vasto, istituzionalmente competente per la pubblica incolumità, la Regione Abruzzo, titolare, ai sensi della vigente normativa europea e nazionale, della tutela delle specie protette, quale il lupo, Ispra, quale organo tecnico del ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, i carabinieri forestale del gruppo di Chieti, impegnati nella tutela dell’ambiente della biodiversità oltre che in attività di vigilanza e presidio del territorio, la polizia provinciale di Chieti, che in questo caso conduce attività di assistenza tecnica e di controllo sul territorio, i servizi veterinari della Asl di Chieti Lanciano Vasto e l’ente parco nazionale della Maiella, individuato come staff specialistico nel monitoraggio e la cattura del lupo, in forza della ventennale esperienza maturata in tal senso.

Lo staff del parco nazionale della Maiella ha eseguito, dapprima, verifiche accurate sui siti di aggressione, con i carabinieri forestale e la polizia provinciale, subito dopo, avviato un monitoraggio dei possibili siti di rifugio o di interesse del canide selvatico mediante fototrappole.

Dopo l’individuazione di possibili siti di interesse, a ridosso delle zone nelle quali si sono verificate le aggressioni, si procederà nei prossimi giorni al posizionamento di trappole atraumatiche con le quali dovrebbe essere possibile catturare l’animale responsabile delle aggressioni e rimuoverlo dal territorio, per accoglierlo in un’area faunistica autorizzata, come prevedono i protocolli internazionali in vigore e come autorizzato, con parere Ispra, dal ministero dell’ambiente.

Gli esperti del tavolo tecnico tuttavia sottolineano come, per le specifiche caratteristiche dell’animale in questione e, in particolare, per la frequentazione sporadica che lo stesso ancora manifesta nelle aree urbane, il prossimo avvio della sessione di cattura non garantirebbe certamente l’immediata risoluzione del caso, soprattutto se si considera che l’imminente periodo ferragostano, con un sensibile aumento delle presenze turistiche, potrebbe ancora generare cambiamenti nel comportamento degli animali selvatici.


Riguardo all’identità dell’animale, gli esperti ribadiscono che, nonostante le più recenti acquisizioni sui comportamenti e sulle aree frequentate dall’esemplare responsabile delle aggressioni, vi sarà chiarezza soltanto con le analisi genetiche conseguenti alla cattura, per stabilire se si tratti di lupo, di incrocio o di cane di razza simile al lupo, quale il cane lupo cecoslovacco.

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