Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Non si ferma la guerra dei taxi, Di Primio: "Senza una soluzione tutelerò i tassisti teatini in un altro modo"

Il sindaco di Chieti si rivolge per l'ennesima volta al presidente della Regione, auspicando un intervento che metta fine ai contrasti tra le categorie di Chieti e di Pescara per la competenza nell'aeroporto d'Abruzzo

Continua a trascinarsi la "guerra dei taxi" per la competenza territoriale dell'aeroporto di Pescara. L'ultima volta, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio aveva minacciato di rivolgersi al ministero, dopo diverse lettere inviate alla Regione per sollecitare una rapida soluzione, mai arrivata.

Ieri (mercoledì 8 marzo), all'aeroporto d'Abruzzo c'è stato un incontro nel corso del quale il governatore Luciano D'Alfonso, insieme ai vertici Enac, ha illustrato le future iniziative da intraprendere per il rilancio dello scalo aereo. Il sindaco ha colto l'occaisone per rivolgersi ancora una volta al presidente della Regione, sollecitandolo, anche con una lettera, ad adoperarsi affinché l'accesso per il servizio nello scalo venga consentito a tutti gli operatori del servizio taxi che ne abbiano diritto “prima di percorrere altre strade per la tutela degli operatori della Città di Chieti”. 

"Il rilancio della nostra Regione – spiega Di Primio - passa inevitabilmente attraverso un deciso miglioramento della mobilità, delle infrastrutture ad essa dedicata e, non da ultimo, attraverso un coordinamento dei diversi servizi forniti agli utenti. Tra questi vi è, indubbiamente, l’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto, risorsa fondamentale per i collegamenti sul territorio. Su questo tema ed in particolare sul servizio taxi, come ho avuto più volte modo di ribadire al presidente D’Alfonso, sin dal mio primo mandato nel 2010 ho cercato di affrontare e risolvere, insieme alle istituzioni competenti, l’annosa questione relativa all’accesso dei tassisti teatini presso l’Aeroporto d’Abruzzo. Ancora oggi, nonostante le numerose missive e gli incontri presso la Presidenza della Giunta regionale, il problema è lì, inspiegabilmente irrisolto". 

"Una Regione che aspiri a diventare tutto quanto ci viene quotidianamente raffigurato – evidenzia il sindaco - non può far inutilmente trascorre un decennio per l’affermazione di un principio sancito per legge. Per questo, ho chiesto al presidente D’Alfonso, ancora una volta, di adoperarsi affinché, presso l’aeroporto, sia consentito l’accesso a tutti quegli operatori del servizio taxi che ne abbiano diritto. Diversamente, mi vedrò costretto a percorre altre strade per la tutela degli operatori della mia città".

    

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