Poggiofiorito: adesione totale allo sciopero della Carraro Drive Tech

I 100 dipendenti lavorano con un contratto di solidarietà al 73& delle ore, ma l'azienda annuncia di non poter garantire il 40%, obbligatorio per legge, il prossimo anno. Inoltre molte produzioni sono state affidate ad altre società

Adesione registrata al 100 per cento per lo sciopero indetto per la giornata di oggi (venerdì 30 settembre), alla Carraro Drive Tech di Poggiofiorito. Tutti i 100 lavoratori, distribuiti nei tre turni giornalieri, hanno incrociato le braccia, contestando alla proprietà poca chiarezza sul futuro dello stabilimento abruzzese della mutlinazionale con sede a Padova. Dopo il sit-in davanti alla sede dell'azienda, i Fiom Cgil e Fim Cisl, che hanno indetto la protesta, hanno inviato alla Regione la richiesta di convocazione di un tavolo, con sindacati e azienda, per fare il punto della situazione. 

"Nell'ultimo incontro, il 14 settembre - spiega Andrea De Lutis (Fiom Cgil) - l'azienda ci ha chiesto tempo, dandoci appuntamento al mese prossimo. Ma noi abbiamo chiarito che avremmo organizzato assemblee con i lavoratori per decidere cosa fare". Ma qual è il problema della Carraro di Poggiofiorito? "Siamo l'unica sede che non ha ancora un piano industriale - prosegue il sindacalista - e inoltre dall'inizio dell'anno l'azienda ha affidato a società esterne la produzione di 120 codici che inizialmente erano stati previsti in produzione a Poggiofiorito". 

Al momento, i 100 dipendenti lavorano con un contratto di solidarietà al 73 per cento delle ore, ma non è escluso che le cosa possano precipitare già dal 2017. "Nell'ultimo incontro - continua De Lutis - ci hanno detto che non è garantito, per l'anno prossimo, almeno il 40 per cento delle ore, obbligatorio per poter usufruire del contratto di solidarietà". Un paradosso, secondo sindacati e lavoratori, visto che il lavoro ci sarebbe, nonostante sia stato affidato altrove. Qualora non fosse più possibile usufruire del contratto di solidarietà, subentrerebbe la cassa integrazione straordinaria. E il timore è che questa sia la strada verso la chiusura dello stabilimento.

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