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Firmato l'accordo di programma per le residenze universitarie a Chieti

Il Comune potrà fare richiesta dei fondi ministeriali per riqualificare la ex Pierantonio e l'ex istituto Santa Maddalena

Sul Colle potrebbero tornare, nel giro di pochi anni, gli studenti universitari. E’ stato infatti firmato questa mattina (mercoledì 13 gennaio) l’accordo di programma fra Regione, Comune di Chieti e Adsu (Azienda per il diritto agli studi universitari Chieti-Pescara) per partecipare al bando ministeriale per il cofinanziamento dei lavori di ristrutturazione della ex caserma Pierantoni e dell’ex istituto Santa Maria Maddalena di Chieti. Questi edifici saranno destinati a residenze universitarie. 

Al momento è già stato stanziato un finanziamento della Regione, che ammonta a 440mila euro. Ma nel caso in cui si riuscisse ad accedere ai fondi ministeriali, si potrebbero creare fino a 600 posti per universitari in una zona della città che, da tempo, reclama i suoi trascorsi. Il bando del ministero che prevede i contributi dovrebbe essere pubblicato fra maggio e giugno prossimi.

Secondo la stima dell’accordo di programma, l’opera, a pieno regime, potrebbe arrivare ad un costo di oltre 20 milioni di euro: attualmente il valore di stima della ex Pierantonio è di 8 milioni e 600mila euro, 2 milioni e 300mila per il Santa Maddalena. 

Il Comune di Chieti si è impegnato, con l'accordo sottoscritto, a concedere per 30 anni, a titolo gratuito, la ex Pierantoni e il Santa Maddalena. L'Adsu coordinerà tutte le procedure per la partecipazione al bando e a espletare, nel rispetto del cronoprogramma, la gara per l'affidamento dei lavori e ad effettuare tutti gli adempimenti necessari ad una regolare esecuzione e alla formalizzazione tempestiva degli atti necessari per l’erogazione del cofinanziamento da parte della Cassa Depositi e Prestiti.

La Regione, d’intesa con gli uffici dell’amministrazione comunale, offrirà la disponibilità dei propri uffici per definire la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva degli interventi da porre in essere per la riqualificazione degli immobili e ad erogare un finanziamento vincolato in conto capitale, da 440mila euro, da trasferire all’Adsu, indispensabile per concorrere al 50% del cofinanziamento richiesto dalla normativa.

“E’ un grande risultato - spiega il presidente della Regione Luciano D’Alfonso - per cui riusiamo un patrimonio esistente e perché ci dedichiamo ai nostri studenti universitari. Chieti è una grande città, ma ha bisogno di vitalità e movimento della comunità universitaria nel suo centro storico”. 

Attualmente in Abruzzo ci sono 80mila studenti universitari, di cui quasi 30mila solo iscritti alla d’Annunzio; di questi, il 40 per cento ha bisogno di usare le strutture ricettive. Al momento, L’Aquila è l’unica città universitaria dove esistono residenze universitarie; a Pescara una residenza da 65 posti dovrebbe essere inaugurata nelle prossime settimane.

“Ora - ha invitato il sindaco di Chieti Umberto Di Primio - l’obiettivo è quello di incentivare nuove economie”. E nel corso della conferenza stampa ha ricordato il recupero del patrimonio immobiliare comunale su oltre 12mila metri quadrati con la ex Pierantoni, già pronta a ricevere la progettazione esecutiva e l’ex Ipab Santa Maddalena. “Avremmo potuto individuare una struttura vicino l’università - ha proseguito - ma riteniamo che tutto il territorio debba beneficiare della presenza dell'istituzione e anche dunque la parte alta della città e proprio il centro storico dove ora vogliamo stimolare chi volesse far vita ad una attività di impresa proprio nella zona del centro storico”. 

"Questa operazione è importante - ha spiegato il presidente dell'Adsu Chieti-Pescara, Tonio Di Battista - perché la D'Annunzio è nel panorama nazionale una università di media struttura che con 28mila studenti, e conta un 40% di fabbisogno di residenzialità con la presenza di studenti fuori sede che arrivano in larga parte dal Mezzogiorno e in particolare da Basilicata, Campania, Puglia e Molise. Fino ad oggi la d'Annunzio non ha mai dato risposte alla residenzialità universitaria e cioè fornire allo studente non solo il posto letto ma anche servizi".

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