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Cinquecentomila tonnellate di terre e rocce spostate: stroncato l'ennesimo smaltimento illecito

La Ecoter smaltiva illegalmente terre di scavo dei grandi cantieri abruzzesi

Cinquecentomila tonnellate di terre e rocce da scavo spostate, con la creazione di altrettante discariche abusive. Il Comando Provinciale di Pescara del Corpo forestale dello Stato, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia delll'Aquila, ha bloccato un importante smaltimento illecito di rifiuti speciali in Abruzzo.

Nel corso dell'operazione sono state eseguite quattro misure cautelari agli arresti domiciliari a carico dei vertici e di tecnici della Emoter srl, prima denominata Emoter sas, e di Eco Strade sas, entrambe con sede a Chieti, mentre la misura interdittiva di divieto temporaneo di esercizio d'impresa è stata notificata all'amministratore unico della Emoter Lavori. Diciotto sono gli indagati, denunciati a piede libero, che a vario titolo ed in concorso tra loro hanno partecipato all'ipotesi delittuosa..

I nomi degli arrestati e degli indagati

L'indagine ha portato al sequestro preventivo di 13 autocarri per il trasporto e per lo scarico delle terre e rocce da scavo utilizzati dalla ditta Emoter Lavori; al sequestro per equivalente di circa tre milioni di euro derivanti da illecito profitto per la cessione di terre e rocce da scavo in difformità o in mancanza del piano di utilizzo e per il mancato sostenimento dei costi per il corretto smaltimento del rifiuto. Tredici le perquisizioni nelle sedi legali di altrettante imprese tra Pescara, Chieti, Milano e Roma.

LE SOCIETA' COINVOLTE  Sette le società coinvolte: E.co. Strade s.a.s., la Emoter s.r.l. e la Emoter lavori s.r.l. con sede legale a Chieti, Energia Verde Spa, con sede legale ad Assisi (Perugia), Soim srl con sede legale a San Giovanni Teatino (Chieti), Saline srl con sede legale a Montesilvano, Akka srl con sede legale a Roma, l'associazione "Fondazione Figlie Dell'amore Di Gesu' E Maria - Onlus" con sede nella frazione Brecciarola . Tutte sono interessate da provvedimenti sanzionatori di illecito amministrativo dipendente da reato, in applicazione della specifica disciplina della responsabilita' amministrativa delle persone giuridiche, poichè, è stato spiegato nella conferenza stampa dal comandante regionale del Corpo foresale dello Stato, Ciro Lungo, "traevano interesse e vantaggio dai reati imputati". La normativa sulle terre e rocce da scavo prevede che possano essere trasportate o spostate in sito o ex sito sulla scorta di un piano di utilizzo notificato alle autorità, altrimenti sono da considerarsi rifiuti speciali classificabili con codice 'Cer 17.05.04'.

Nei cantieri oggetto di verifica in "Terre d'oro" il piano di utilizzo veniva completamente disatteso. Nel corso delle indagini è emerso che il fine perseguito era quello di limitare i costi di trasporto e, contestualmente, di evitare i costi di smaltimento del materiale di scavo o quello di campionamento e di analisi degli oltre 400.000 metri cubi manipolati. L'indagine nasce del 2011 grazie al ruolo di polizia di prossimità che viene svolto dai reparti del Corpo forestale dello Stato.

CONTI SOSPETTI  Il Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale (Nipaf) di Pescara, su un cantiere nella zona di Pescara, ha accertato delle irregolarità sulla manipolazione di rocce e terre da scavo e sulla relativa documentazione accompagnatoria, risultata fin da subito di dubbia provenienza. Le indagini hanno permesso di accertare l'esistenza di una doppia procedura di contabilità informatizzata: una ufficiale che veniva fornita agli organi di controllo che venivano di fatto ingannati E una occulta e interna nella quale venivano registrati, cantiere per cantiere, tutti i reali movimenti di terre e rocce da scavo, specificando la data, l'autista impiegato per il trasporto, il quantitativo giornaliero trasportato, il sito di carico e il sito di scarico. La scoperta della doppia contabilità da parte degli investigatori ha permesso di capire il giro seguito dai rifiuti: il loro smaltimento ha dato luogo a diverse discariche, sia su terreni sottoposti a vincolo idrogeologico, paesaggistico, sia su terreni ad elevata pericolosità idrogeologica (P3 Piano di assestamento idrogeologico della Regione Abruzzo) ed idraulica.

IL MEGALO' Risultano essere state riempite aree a monte e a valle del centro commerciale Megalo' 1 a Chieti Scalo, tra cui anche una cassa di espansione del fiume Pescara, per una superficie complessiva di circa 8 ettari. Dai rilievi del Genio Civile sono stati stimati riempimenti fino a 3 - 4 metri in destra idraulica del fiume Pescara, alterando in modo significativo l'equilibrio idraulico del corso d'acqua.

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