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Cronaca

L’Abruzzo sempre più ex regione verde tra atti intimidatori e speculazioni

Due tentativi di avere minori tutele del Parco Regionale Sirente-Velino, Parco Nazionale della Costa Teatina fermo, mega cava a Bussi, illazioni contro un assessore di Fossacesia. Le associazioni ripercorrono un critico 2013

E' stato un anno critico per l'Abruzzo 'regione verde d'Europa'. A ripercorrerne le principali tappe è Alessio Di Florio di Peacelink Abruzzo, cominciando dal dicembre drammatico, quando una vera e propria alluvione ha colpito le coste con moltissime persone evacuate, interi comuni isolati, strade bloccate, milioni di euro di danni. "Subito dopo - dice Di Florio -  un vasto fronte di associazioni e movimenti (tra cui le nostre associazioni) ha reso pubblico un fortissimo dossier in cui si chiedeva una nuova consapevolezza e una decisa virata nelle politiche di gestione del territorio. Risanamento del territorio, no a grandi opere, modifiche ai piani demaniali, basta grandi strutture in territori a rischio. Nulla di tutto questo s’intravede all’orizzonte.

E’ tornata invece in Consiglio Regionale la proposta di ridurre i confini del Parco Regionale Sirente-Velino, sventata per fortuna grazie alla straordinaria mobilitazione popolare e all’impegno sinergico del Parco stesso, delle associazioni ambientaliste e del consigliere regionale Maurizio Acerbo. .

Le coste abruzzesi - continua -  sono sempre più fragili e a rischio erosione, con le sue aree di altissimo pregio ambientale sempre in diminuzione, mentre in aumento c’è solo il cemento".

E pochi giorni fa, ancora, il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua Pubblica ha denunciato il progetto relativo a una mega cava di centinaia di ettari, "poco sopra l’acquifero di Bussi, che garantisce l’approvvigionamento idrico nell’area metropolitana Chieti-Pescara".

Niente buone nuove nemmeno per i Parco Nazionale della Costa Teatina: "E’ passato un altro 31 dicembre e il Parco non è ancora diventato realtà - sottolinea Di Florio - e non abbiamo ancora  alcuna certezza. Mentre continuano ad andare avanti progetti di mega resorti, porti turistici, lottizzazioni in riva al mare. Nel mese di dicembre appena trascorso l’unica “protesta” che abbiamo registrato, con in prima fila alcuni sindaci del territorio, è stata proprio contro il Parco Nazionale della Costa Teatina e la sua istituzione. Un Parco che porterebbe troppe regole e vincoli e impedirebbe lo “sviluppo” del territorio".

Quello che è successo in relazione all'istituzione del Parco della Costa Teatina invece, è stato il gravissimo atto intimidatorio in “stile mafioso”  contro l’assessore di Fossacesia Andrea Natale, “colpevole per alcuni di credere nel Parco Nazionale. Una condotta che nell’Abruzzo figlio del clientelismo e della raccomandazione, terra di interessi particolari e di una politica troppo spesso piegata ad interessi diversi dal bene comune, viene ancora considerata da alcuni una 'colpa'. Rinnoviamo a lui la stima, il sostegno - conclude Di Florio - e la solidarietà per l’intimidazione in “stile mafioso” recentemente subita e per queste illazioni offensive e denigratorie".

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