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Cronaca

Abbattimento di 1791 volpi in provincia, esposto in procura della LNDC

Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Chieti contro il provvedimento. "Pare che tale delibera - spiegano - sia nata in quanto le zone menzionate nel provvedimento sono "riservate" al ripopolamento, per fini venatori, di fagiani e lepri"

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica per richiedere accertamenti su una delibera, emanata dalla Provincia, avente come oggetto un piano triennale di abbattimento di ben 1791 volpi. La delibera di Giunta, approvata nel 2014, prevede all’intero del piano triennale di controllo delle popolazioni di volpi in alcune ZRC e aree cinofile del territorio dell’Atc chietino-lancianese le attività notturne di abbattimento delle volpi a cura dei cosiddetti “selecontrollori”.

Tanti i dubbi che La Lega del Cane ha sottoposto alla magistratura:  “in primis i criteri con i quali è stato effettuato il presunto censimento che ha portato a un così elevato numero di animali da uccidere e a quantificali in 1791 unità; inoltre, sembra che l'art. 19 comma 2 della legge 157/92 (legge nazionale sulla caccia) sia stato violato e, ancora, nella delibera è menzionato un presunto parere favorevole dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) del quale si ignora il reale contenuto e sul quale perciò si chiede di far luce”.
Già l’anno scorso il Wwf aveva chiesto controlli al prefetto, poiché da alcune testimonianze risultava che gli abbattimenti notturni alla volpe avvenissero senza il controllo degli organi di polizia.

“Purtroppo – sottolinea Michele Di Leva, responsabile LNDC Caccia e Fauna selvatica - ben sappiamo che le province generalmente sono sottoposte a pressioni non irrilevanti da parte di associazioni venatorie e zootecniche che puntano  a esercitare la caccia oltre i suoi limiti temporali, usando espedienti per aggirare la normativa vigente come le lamentele per i danni subiti. Così volpi, cinghiali, caprioli, nutrie e daini, tutte prede molto appetibili dal punto di vista venatorio, involontariamente “provocano” in tutto il territorio nazionale una sfilza di delibere raffazzonate e caratterizzate da presunte urgenze, sovente anche da omissioni e elementi non veritieri. 

Lega Nazionale per la Difesa del Cane – conclude - auspica un interessamento proficuo da parte dell'Autorità Giudiziaria al fine di valutare contenuti equivoci e poco trasparenti che in provincia di Chieti si susseguono ormai indisturbati da tantissimi anni, delibera dopo delibera”. 
 

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