Cronaca

Prevenzione: con l’Orsetto Daddy si impara a mangiare bene

Arriva il videogioco on line per prevenire l'obesità infantile, il progetto è stato realizzato dalla pediatra Silvia Di Michele e presentato oggi a Lanciano

L'obesità è tra le prime malattie nel mondo dell'infanzia. La situazione in Abruzzo, al secondo posto in Italia, è allarmante, con percentuali fino al 40%, tra sovrappeso e obesità e un 10% di franca obesità” lo ha detto il professor Franco Chiarelli, direttore del clinica pediatrica di Chieti, in occasione del lancio di Orsetto Daddy all’ospedale di Lanciano.

Si tratta di un gioco on line che farà divertire i bambini che vorranno collegarsi al sito www.orsettodaddy.it e allo stesso tempo insegnerà a questi e ai loro genitori  come riconoscere gli alimenti e provvedere a una corretta dieta. Il progetto è stato realizzato dalla pediatra Silvia Di Michele e nasce da una collaborazione fra l'Università telematica "Leonardo da Vinci", l'Università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara e la Asl Lanciano Vasto Chieti.

Il sito è distinto in due parti: una didattica, che insegna a conoscere le proprietà nutrizionali di proteine, carboidrati, vitamine, grassi, e una parte più propriamente ludica. Grazie alle varie prove i bambini avranno la possibilità di imparare a conoscere l'importanza della colazione, l'utilità di tutti i nutrienti, la giusta frequenza degli alimenti nel corso della settimana e le calorie associate alle varie modalità di cottura.

“Intendiamo comunicare alle famiglie la necessità di fare seguire ai bambini non solo una giusta alimentazione, ma complessivamente uno stile di vita sano – ha spiegato la dottoressa Di Michele – E’ fondamentale conoscere e saper classificare i nutrienti, prendere dimestichezza con le porzioni e, di conseguenza, saper creare dei menu adeguati”. Il progetto verrà presentato al prossimo congresso nazionale di pediatria.

“È certamente un sistema innovativo - ha concluso il primario Valerio Flacco - A Lanciano abbiamo il livello più alto di obesità infantile con molti ragazzi in cura. Su questo fronte abbiamo fallito tutti, considerato che non è andato mai a regime neppure un progetto del 2006 redatto, con apposita legge, dalla Regione Abruzzo”.
 



 

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