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Pagamenti fuori contratto per i rifiuti, i 5 Stelle vanno in procura

Esposto alla magistratura ordinaria e contabile per fare chiarezza sul pagamento da 2 milioni e mezzo che la ditta avrebbe chiesto per presunti oneri fuori contratto. "Chiediamo al sindaco - dicono Argenio e Malandra - di non pagare"

“Vogliamo che siano accertate eventuali responsabilità penali e contabili nel pagamento di 2 milioni 469mila euro dal Comune alla società Ati Formula Ambiente”. Parola del Movimento 5 stelle Chieti, che ieri mattina (venerdì 27 marzo), in conferenza stampa, ha presentato l’esposto consegnato pochi giorni fa alla procura della Repubblica teatina e alla Corte dei Conti.

Tutto nasce dalla richiesta della società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Chieti di una somma che esula dal contratto di 26 milioni e mezzo, motivata da presunti oneri non previsti, di cui la ditta si sarebbe fatta carico. Fra questi, Ati Formula Ambiente annoverebbe lo smaltimento di rifiuti non conferiti correttamente dai cittadini, il mancato guadagno per la vendita di materiale riciclato, la fornitura di 26mila bidoni in più a 8mila utenze non previste dal capitolato d’appalto.

“Ma – dicono il candidato sindaco Ottavio Argenio e l’avvocato Isidoro Malandra, attivista 5 stelle – il contratto parla chiaro e quei soldi non sono dovuti, quindi chiediamo al sindaco di bloccare il pagamento, che costerebbe a ogni cittadino 135 euro”. La richiesta iniziale, di oltre 3 milioni di euro fu respinta dal responsabile del settore Giuseppe La Rovere. “Poi però – spiegano – la commissione paritetica in cui lo stesso sedeva, a cui parteciparono anche il sindaco e l’assessore competente, lo avallò. E una delibera di giunta, la 1996 del 5 novembre scorso, ha ratificato il pagamento”.

Il dettagliato documento finito in procura è firmato da attivisti 5 stelle, che “in qualità di cittadini contribuenti del Comune di Chieti”, chiedono lumi sulla vicenda. In calce all’esposto ci sono le firme della consigliere regionale Sara Marcozzi, dell’attivista Luigi Colalongo e dei candidati consiglieri Luca Amicone, Manuela D’Arcangelo, Andrea Daverio, Gianni Di Biase, Bruno La Macchia, Maria Rosaria Odorisio, Gianmarco Pescara, Gabriele Spadaccini, oltre a quella di Argenio.

Nell’esposto, contratto fra Comune e Ati alla mano, i 5 stelle contestano il pagamento che violerebbe del tutto quanto stabilito dal capitolato d’appalto. “Questo – spiegano il candidato sindaco e l’avvocato Malandra – prevede ‘servizi a forfait’: ossia eventuale raccolta di rifiuti in più non doveva essere soggetta ad aumenti”. Stessa contraddizione per la fornitura di ulteriori cestelli: “Il Comune – precisano – nel capitolato d’appalto dice che ‘i dati sono indicativi e l’eventuale inesattezza’ non avrebbe dato diritto ad ulteriori richieste”.

Altro punto dolente sono gli sbagli dei cittadini nella differenziata: “Il contratto – dicono i 5 stelle – prevede che Ati Formula Ambiente non raccogliesse rifiuti conferiti in maniera scorretta, ma ne indicasse la giusta modalità agli utenti. Anzi, la ditta avrebbe dovuto segnalare al Comune i casi di rifiuti conferiti male, ma le segnalazioni sono state solo 50 e solo in 2 casi sono stati forniti i nominativi”.

La società che gestisce la raccolta dei rifiuti, inoltre, lamenta di aver perso guadagni proprio a causa delle inesattezze dei cittadini di Chieti: se il conferimento fosse stato corretto, avrebbero avuto maggiori guadagni dalla Conai per la vendita del materiale recuperato. Eppure il contratto non garantisce un quantitativo minimo di materiale da poter riutilizzare.

Ci va giù duro l’avvocato Malandra: “Stiamo parlando di regali fatti dal Comune ad Ati, riconoscimenti di somme extracontrattuali che ammontano al 10% del costo del contratto”. Per questo, i 5 stelle chiedono di sospendere immediatamente il pagamento, in attesa della chiarezza che potranno fare la magistratura ordinaria e quella contabile

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