I 5 stelle contro gli impianti sportivi abbandonati: "Ecco come riqualificarli"

I consiglieri e gli attivisti del Movimento hanno ideato il tour "Ciao mamma guarda dove mi diverto", partito dal campetto della villa, per denunciare lo stato di incuria delle strutture ricreative e sportive e proporre soluzioni per riportarle in vita

Consiglieri e attivisti del Movimento

Troppi impianti sportivi pubblici lasciati all’abbandono, fra vandali e immondizia. Così il Movimento 5 stelle teatino organizza un tour, prima tappa questa mattina (giovedì 20 agosto) al campetto della villa comunale, per suonare la sveglia ad amministrazione e cittadini su strutture che appartengono a tutti ma di cui, da tempo, non si può usufruire. E il nome dell’itinerario, che proseguirà nelle prossime settimane, è tutto un programma: “Ciao mamma, guarda dove mi diverto”, sulla scia della famosa canzone di Jovanotti diventata tormentone nei primi anni Novanta. 

Il nome nasce dalla volontà di mostrare dove e come ragazzi e sportivi di Chieti sono costretti a giocare. E il punto di partenza, il campetto della villa, non è stato scelto a caso: “Qui - spiega il consigliere Ottavio Argenio - generazioni di ragazzini hanno giocato, qui sono state le vecchie glorie dello sport cittadino. Ma il campo è in un stato di incuria scandaloso da troppo tempo”. In effetti, l’abbandono è visibile, fra immondizia abbandonata, murales e scritte tracciate con lo spray, spalti di ferro diventati trappole piene di spuntoni, mattoni lasciati a terra, e nemmeno più l’ombra di un canestro o di una porta. Proprio mentre Argenio, la collega di consiglio Manuela D’Arcangelo, e i militanti del Movimento 5 stelle raccontano alla stampa il loro progetto, un gruppo di ragazzini si intrufola dall’unico accesso, un buco nella rete sul lato di via Paolucci, e si fa forza della presenza di tante persone per improvvisare un’animata partitella di calcio. Nonostante i cartelli e il nastro bianco e rosso della municipale parlino chiaro: qui, vige il divieto di accesso per inagibilità.


“Eppure - spiegano Argenio e D’Arcangelo - per rimettere a posto questa e altre strutture basterebbe davvero poco. Noi proponiamo il crowd funding, ossia la raccolta di fondi fra i cittadini, o l’intervento di imprenditori locali. In più, grazie al baratto amministrativo di cui abbiamo presentato il regolamento (la proposta verrà discussa giovedì prossimo nella VI commissione), i cittadini potrebbero partecipare ai lavori di manutenzione meno impegnativi, e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica potrà essere di stimolo per il coinvolgimento degli imprenditori locali ai quali affidare i lavori di riqualificazione”. Secondo la loro stima, la sistemazione del campetto costerebbe 60-70mila euro, una cifra ben più contenuta dei 300mila stimati nel 2012 per un project financing di cui non si fece nulla.

Alle strutture sportive, sta lavorando un gruppo di lavoro di attivisti del Movimento, che ha già individuato le tappe future del tour: sotto la lente ci sono i percorsi vitae, divenuti inaccessibili, di Madonna degli Angeli e Madonna del Freddo, e il campetto di San Martino, diventato da tempo una giungla preda di incivili e vandali.

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