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L'università compie 50 anni, studenti disertano la cerimonia

La d'Annunzio festeggia mezzo secolo con un convegno. Il sindaco: "La sfida più importante è accompagnare l'Ud'A verso l'innovazione". 360 Gradi: gli invitati non immaginano la situazione di degrado che viviamo tutti gli altri giorni

L’università d’Annunzio festeggia i 50 anni della fondazione dell’Ateneo con un convegno, questa mattina all’auditorium del Rettorato, su tema “Il Sistema Universitario fra Tradizione, Innovazione e Territorio”. A fare gli onori di casa il Rettore Carmine Di Ilio. Invitati, tra gli altri, i rettori della altre due università abruzzesi, il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, Kamal Bani Hani, presidente dell’università Hashemite in Giordania.

Era il 3 marzo 1965 quando il Ministro Gui firmava il decreto per l’istituzione della libera Università degli Abruzzi, due mesi dopo avveniva il riconoscimento giuridico. “Da allora è partita una grande scommessa per il futuro della regione, una scommessa vincente, un incubatore di economia e saperi, la creazione dell’anima della nostra città, l’Università d’Annunzio, con la quale, nel mio percorso da sindaco, ho voluto fortemente rapportarmi e affidare il progetto della Chieti futura ovvero il Laboratorio Chieti Lab – ha dichiarato il sindaco Di Primio nel corso del suo intervento - Oggi la sfida più importante è accompagnare l’Ateneo d’Annunzio verso il futuro e l’innovazione. Dal bacino dell’Università nascono gli stimoli per gli studenti, per il nostro futuro, per coloro che, una volta formati, faranno grande il paese”.

Assenti i rappresentanti degli studenti di 360 Gradi per sottolineare il degrado strutturale e i problemi quotidiani dell’Ateneo.  “Le nostre strutture quest’anno hanno subito diversi crolli – spiegano in una nota -  diversi allagamenti, gli studenti non hanno posti studio, la mensa non funziona come dovrebbe, le nostre biblioteche chiudono alle 18:45 e le tasse sono aumentante nonostante i servizi diminuiscano, mentre molti studenti pagano quote di laboratorio senza mai frequentare un laboratorio” Al siparietto e al buffet i rappresentanti dicono di preferire la vicinanza agli studenti e l’azione. E forse, osservano,  è un bene che la mattinata degli ospiti  “si fermi al buffet, non immaginando lontanamente i problemi di quella che oggi 'sembra' un’università”.

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