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Sabato, 22 Gennaio 2022
Vendita e Affitto

Affitto in nero: quali sono le conseguenze per l’inquilino della casa?

Conseguenze per tutti

Affittare una casa senza un regolare contratto è contro la legge. È sempre necessario, anche per tutelare entrambe le parti, stipulare un contratto registrato ed effettuare il versamento del canone di locazione in modo tracciato. Tuttavia sono in molti che affittano casa in nero. In questo caso l’affittuario evade l’imposta di registro e l’imposta sui redditi. In caso di accertamenti, non sarà l’unico a farne le spese. Ci saranno conseguenze anche per l’inquilino.

Contratto a nero

La locazione in nero non tutela nessuno, si basa sulla fiducia e non ha garanzie. Questo tipo di falso contratto si stipula verbalmente o per iscritto ma privatamente, senza mai registrare la scrittura. In tanti optano anche per l’opzione del contratto d’affitto parziale: si registra solamente una parte della quota dell’affitto realmente pagato. In questo modo il proprietario pagherà meno tasse.

Conseguenze e rischi per l’inquilino

Accettare un affitto in nero prevede conseguenze anche per l’inquilino. In caso di accertamenti può ricevere una cartella esattoriale, in cui gli saranno imposte spese e somme non versate. In caso di mancato pagamento, all’inquilino potrebbero essere pignorati i beni di proprietà.

Le irregolarità possono essere sanate solo se il padrone di casa farà il ravvedimento operoso, quindi registra il contratto all’Agenzia delle Entrate o corregge il canone inferiore dichiarato, nel caso di affitto in nero parziale dopo il termine di 30 giorni stabilito per legge.

Tuttavia conduttore e locatore pagheranno ugualmente le sanzioni legate al tempo impiegato per il ravvedimento, in questa misura:

  • Dopo 30 giorni la sanzione è pari al 6%, a cui vanno aggiunti interessi di mora e imposta dovuta
  • Dopo 90 giorni la sanzione è pari al 12%, più interessi di mora e imposta dovuta
  • Dopo 1 anno la mora è del 15% con l’aggiunta di interessi di mora e imposta dovuta
  • Dopo più di 1 anno e non oltre 2 anni la sanzione è pari al 17,14%, più interessi di mora e imposta dovuta;
  • Dopo 2 anni la sanzione ammonta al 20%, a cui vanno aggiunti interessi di mora e imposta dovuta

Nel caso in cui la posizione sarà regolarizzata dopo la contestazione, la sanzione corrisponde al 24%, più gli interessi di mora e l’imposta omessa.

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