Un ricercatore della d'Annunzio firma il primo studio internazionale sulle gravidanze Covid 19

Il dottor Buca, della Clinica ostetrica di Chieti, è tra i giovani professionisti che hanno contribuito all'analisi pubblicata sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology - Maternal Fetal Medicine

C'è anche il contributo dell'università d'Annunzio di Chieti nello studio pubblicato pochi giorni fa sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology - Maternal Fetal Medicine, riguardante l’analisi dei primi dati sugli esiti delle gravidanze nelle pazienti affette da Covid 19. 

Lo studio è stato condotto da un gruppo di giovani ricercatori, tra cui figura il dottor Danilo Buca della Clinica ostetria di Chieti, diretta dal professor Marco Liberati, insieme ai colleghi Buca e Saccone, afferenti a vari centri di ricerca italiani ed esteri, tra i quali spiccano l'Università Sapienza e Cattolica di Roma, l'ateneo teatino, la Federico II di Napoli, la Thomas Jefferson di Philadelphia (USA) e la St. George's University di Londra (UK).

All'interno di questi centri di ricerca operano esperti mondiali di Ginecologia e Ostetricia quali i professori Vincenzo Berghella (direttore della Divisione Materno Fetale della Jefferson University), Giovanni Scambia (direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli), Francesco D’Antonio (di origini teatine) e la professoressa Asma Khalil (entrambi esperti mondiali e personalità di rilievo nel campo della diagnosi prenatale e della medicina fetale).

L’analisi ha valutato i primi casi riportati in letteratura, provenienti dalla Cina, in attesa che vengano pubblicati anche i primi dati sull’esperienza italiana. Attualmente, questa analisi è la prima e la più significativa presente nella letteratura scientifica internazionale e fornisce i primi strumenti per soddisfare l’urgente bisogno di dati che possano orientare il counseling e il management delle gravidanze affette da Codid 19.

Dai risultati dello studio, emerge che le gravidanze affette da Covid 19 nel terzo trimestre sembrerebbero maggiormente esposte a eventi avversi negativi, quali la minaccia di parto pretermine; un dato importante, però, è l’apparente assenza di evidenze di trasmissione verticale della malattia, ovvero di trasmissione dell’infezione dalla madre al feto in utero. L’analisi è limitata dalla scarsa presenza di dati sul primo trimestre di gravidanza, sul quale dovranno far luce i progetti di ricerca legati a Covid 19 e gravidanza che già sono in corso e ci vedono conivolti.

Questo studio testimonia come la Clinica Ostetrica diretta dal professor Liberati, oltre a essere impegnata direttamente sul campo in questa emergenza, è anche all'avanguardia tra le eccellenze nazionali ed internazionali nel campo della ricerca in medicina materno-fetale.

Lo studio si può consultare qui.

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