La Radioterapia oncologica di Chieti presenta i suoi studi al congresso della Società europea di radioterapia oncologica

La ricerca scientifica presentata ha riguardato in larga parte la casistica del centro di Chieti sul trattamento del tumore del retto

Partecipazione scientifica di rilievo della Radioterapia Oncologica Chieti, diretta dal professor Domenico Genovesi, al 38esimo Congresso della Società Europea di Radioterapia Oncologica, che si è tenuto a Milano dal 26 al 30 aprile. 

Numerosi i contributi scientifici e gli studi presentati all’importante assise europea dal centro teatino. La ricerca scientifica presentata ha riguardato in larga parte la casistica del centro di Chieti sul trattamento del tumore del retto, ma anche studi sulle terapie dei tumori otorinolaringoiatrici, del tumore pancreatico, sulla moderna tecnica della Radioterapia stereotassica nel trattamento delle metastasi cerebrali, studi sulle  problematiche dei Ritrattamenti radioterapici e sulla difficoltosa gestione dei pazienti portatori di paceMaker e cardio-defibrillatori che hanno necessità di eseguire un trattamento radioterapico.

In merito agli studi sul tumore del retto, la rivista scientifica Radiotherapy and Oncology (Allegato), rivista con Impact Factor scientifico di 4.9 e rivista  ufficiale della Società Europea di Radioterapia Oncologica, ha pubblicato nei giorni scorsi i risultati di un importante studio condotto da dieci centri di Radioterapia italiani in merito al confronto tra due schemi di terapia combinata Radio-Chemioterapica pre-operatoria, per valutare quale delle due tipologie di trattamento fosse più efficace in termini di riduzione della massa tumorale prima dell’intervento, percentuali di risposte complete preoperatorie, indici di sopravvivenza e profili di tossicità.

In particolare, lo studio ha confrontato uno schema di Radioterapia con dose totale standard, ma con l’associazione alla radioterapia di due chemioterapici (Capecitabina e Oxaliplatino) contro uno schema di Radioterapia con dose totale più elevata somministrata attraverso le moderne tecniche radioterapiche associata ad un solo farmaco chemioterapico concomitante (la sola Capecitabina).

I risultati sono stati perfettamente equivalenti in termini di entità della risposta tumorale, indici di sopravvivenza, ma con un profilo di tossicità maggiore per lo schema a due farmaci chemioterapici associati alla radioterapia. Pertanto la conclusione è risultata che si può omettere un farmaco chemioterapico, l’Oxaliplatino, incrementando tuttavia la dose totale di Radioterapia.

Tale studio conferma il Centro di Radioterapia Oncologica di Chieti tra i principali centri italiani nello studio dei trattamenti Radio-Chemioterapici combinati nei tumori del retto.

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