L’ospedale di Chieti al primo posto per ricoveri per infarto miocardico acuto e bypass

Un maggior numero di casi trattati da una struttura sanitaria ha un impatto significativo sull’efficacia degli interventi e sull’esito delle cure

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L’infarto miocardico acuto (Ima) è una patologia la cui mortalità è triplicata durante la pandemia, rispetto all’anno precedente. Un dato in controtendenza se confrontato con quello degli anni precedenti e legato principalmente all’emergenza da Coronavirus. Infatti dal 2012 al 2018 c’è stata una significativa riduzione della mortalità media a 30 giorni dal ricovero per Ima scesa dal 9,98% del 2012 all'8,03% del 2018 (Fonte: Pne 2019).

Il portale di public reporting sanitario doveecomemicuro.it ha stilato la classifica degli ospedali in Italia che hanno effettuato più ricoveri per infarto miocardico acuto e, in Abruzzo, al primo posto si trova il presidio ospedaliero Ss. Annunziata di Chieti, che ne ha effettuati 675 (non rispetta mortalità a 30gg: 11,92%; rispetta %PTCA a 48h: 55,97%).

Per quanto riguarda gli interventi chirurgici di bypass aortocoronarico solo l’ospedale teatino rispetta il valore di riferimento di minimo 200 interventi l’anno (n° interventi: 243).

Oltre agli alti volumi, il Ss. Annunziata mantiene anche una bassa mortalità a 30 giorni dall’intervento.

Riguardo al numero di interventi di angioplastica coronarica, l’ospedale di Chieti si colloca al terzo posto.

“In base alle evidenze scientifiche, un maggior numero di casi trattati da una struttura sanitaria ha un impatto significativo sull’efficacia degli interventi e sull’esito delle cure. Perciò, il Decreto ministeriale sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera (Dm 70/2015) fissa delle soglie minime al di sotto delle quali il rischio di esiti negativi aumenta notevolmente”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico di doveecomemicuro.it.

In Abruzzo le strutture pubbliche o private accreditate che nel 2018 effettuano ricoveri per infarto miocardico acuto sono 15 (23 considerando anche quelle sotto i 10 volumi). La soglia ministeriale di minimo 100 ricoveri annui è ottenuta dal 53,3% degli ospedali, pari a 8. A rispettare tutti e 3 i valori di riferimento (volume uguale o superiore ai 100 interventi annui, mortalità a 30 giorni dal ricovero uguale o inferiore all'8% e Ptca entro 48 ore dal ricovero uguale o superiore al 45%), invece, è il 6,6% dei centri, pari a 1.

Quanto al bypass aortocoronarico, le strutture che eseguono almeno 5 interventi annui sono 2. Il valore di riferimento ministeriale di minimo 200 interventi l’anno è rispettato dal 50% dei centri, pari a 1. A rispettare entrambi i valori di riferimento (volume uguale o superiore ai 200 interventi annui e mortalità a 30 giorni dal ricovero uguale o inferiore all'1,5%) è sempre il 50% dei centri, pari a 1. (Anche nel 2012 le strutture che eseguivano almeno 5 interventi di bypass erano 2 e il 50% di esse, pari a 1, rispettava la soglia ministeriale riguardo al volume. Nessuna struttura, invece, rispettava entrambi gli standard ministeriali).

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano almeno 10 interventi di angioplastica coronarica sono 10. Il valore di riferimento ministeriale di minimo 250 interventi l’anno è rispettato dal 40% dei centri, pari a 4. (Nel 2012 le strutture che eseguivano almeno 10 interventi di angioplastica erano 6. Il 50%, pari a 3, rispettava la soglia ministeriale riguardo al volume).

Quanto alla quota di residenti che scelgono di farsi curare nella Regione, per ciò che concerne l'infarto miocardico acuto si attesta al 95,1%, per il bypass aortocoronarico al 79% e per l'angioplastica coronarica al 87,2%.

Un dato nazionale positivo emerso dal confronto delle edizioni del Programma Nazionale Esiti relative agli anni 2012 e 2018 è il calo di ricoveri per infarto miocardico acuto che in 6 anni hanno registrato un -7,6%.

“Questo risultato dipende in gran parte dalle strategie di prevenzione cardiovascolare e dalla consapevolezza sempre più diffusa dell’importanza di avere stili di vita corretti”, dice Marco Di Eusanio, Direttore della Cardiochirurgia dell’Aou Ospedali Riuniti di Ancona. “La riduzione dei ricoveri, in particolare per quanto riguarda gli infarti Stemi, i più urgenti, si deve molto anche all’efficacia dalla prevenzione farmacologica con statine, antiaggreganti e al miglior controllo dell’ipertensione arteriosa”, aggiunge Gian Piero Perna, Direttore del reparto di cardiologia del medesimo ospedale.

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