Cambio dell’ora di ottobre 2019: rischi e disagi per la popolazione

Il ritorno dell’ora solare comporterà rischi e disagi in tutta la popolazione, parola di Massimo Di Giannantonio, docente di Psichiatria all'Università D'Annunzio di Chieti

Si avvicina il cambio dell’ora solare 2019, che avverrà nella notte tra il 26 e 27 ottobre. E, come ogni anno, una parte della popolazione subirà conseguenze. Infatti, se da una parte ci sono persone che sembrano non accusare alcun trauma, dall’altra ci sono quelle più vulnerabili a rischi e disagi. Tutta colpa dello stress, che distrugge un equilibrio già abbastanza precario, ostacolando il superamento di momento di difficoltà.

Il ritorno all'ora solare, con le lancette che dovranno essere spostate di 60 minuti indietro, riporta a

una delle questioni più importanti relative all'equilibrio psico-fisico degli esseri umani e cioè il rispetto dei ritmi biologici, che governano ogni nostra attività metabolica

spiega Massimo Di Giannantonio, presidente eletto della Società italiana di psichiatria e docente di Psichiatria all'Università D'Annunzio di Chieti.

Spostare le lancette non è una pratica semplice e indolore, come si potrebbe pensare. Lo psichiatra, infatti, suddivide le persone in due categorie: resilienti, in grado di superare brillantemente la modifica oraria, e deficienti, intesi come coloro che hanno già un deficit provocato da stress e stanchezza e potrebbero subire qualche problema di affaticamento.

Perché alcune persone “non la superano”?

Risponde ancora una volta il dottor Di Giannantonio:

Per quanto riguarda l'attività cerebrale, il ritmo principale è quello circadiano, che alterna il sonno e la veglia alle fasi di luce e buio. Durante il sonno si realizzano delle fondamentali attività restaurative e integrative delle energie, che sono state spese durante la giornata, quindi un corretto ritmo circadiano è il più importante metro di misurazione delle condizioni di salute o di stress di un essere umano. Se questo si interrompe, si altera, si hanno delle conseguenze dal punto di vista del funzionamento psichico: quelle connesse a un sonno che diventa non più ristoratore, con sonnolenza, affaticamento, difficoltà di concentrazione, disturbi della memoria, diminuzione della motivazione a intraprendere percorsi psichici e portarli a conclusione, difficoltà di sintesi. Il nostro cervello, che è multitasking, per fare sintesi su tante cose ha bisogno di tanta energia mentale che può venire meno con un ritmo circadiano 'aggredito'. Ma gli effetti si faranno sentire solo in chi è già provato.

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