Messaggi, video tutorial, telefonate: così l'Anffas di Chieti accorcia le distanze con le famiglie e i ragazzi

L'associazione promuove "Il filo verde", un servizio di sostegno alternativo a distanza per i disabili che in questo periodo non possono più frequentare il centro a Chieti Scalo

Un modo per far sentire le famiglie meno sole e impegnare il “tempo a casa” dei ragazzi mediante telefonate, messaggi, video-tutorial di attività semplici da realizzare per mantenerli allenati, rafforzando e quindi non disperdendo le loro capacità residue. 

Così l’Anffas onlus di Chieti da circa un mese sopperisce alla forzata chiusura del centro socio educativo ricreativo “Rosa Blu” di via Orsogna a causa dell’emergenza coronavirus.  

Un progetto di solidarietà nato dall’idea dell’assistente sociale Danila Di Renzo e subito condivisa dal Consiglio direttivo (vicepresidente Sabrina Desiderio e tesoriere Enzo Orsini). 

“Il progetto si chiama Il Filo Verde – spiega Danila Di Renzo -  e si sviluppa attraverso un ascolto telefonico attivo e propositivo. In poche settimane ha già riscosso molto successo e tenuto vivo l’entusiasmo dei ragazzi disabili che non vedono l’ora di tornare nei loro laboratori e riprendere tutte le attività didattiche e ricreative sospese. Condividere i timori, esternare emozioni,  esprimere vicinanza, trasmettere positività, supportare ragazzi e familiari sono gli obiettivi prefissati”.


 

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