Allarme sovrappeso in provincia di Chieti: la metà dei residenti combatte con i chili di troppo

Il dato emerge da uno studio del dipartimento di Prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, basato su dati registrati fra il 2015 e il 2018, in occasione dell'Obesity day

Immagine d'archivio

Metà della popolazione adulta residenti in provincia di Chieti è in sovrappeso o addirittura obesa. È questo il dato allarmante diffuso da uno studio del dipartimento di Prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, basato su dati registrati fra il 2015 e il 2018, in occasione dell'Obesity day, che ricorre oggi in tutto il mondo. In particolare, circa 125 mila persone di età compresa fra i 18 e i 69 anni, il 48 % della popolazione, presentano un eccessivo accumulo di grasso corporeo. In Abruzzo è il 45 %, il 42 % in tutta Italia. 

Andando a leggere i dati nel dettaglio, emerge che solo il 7% in provincia di Chieti (il 6% in Abruzzo, il 10% in Italia) mangia le cinque porzioni al giorno di frutta e verdura raccomandate dai nutrizionisti: il 54% mangia una o due porzioni, il 36% ne mangia tre o quattro, il 3% non ne mangia affatto. La dieta per ridurre o controllare il peso (consigliata dagli operatori sanitari al 51% di chi è oltre la norma) è praticata solo dal 23% delle persone in eccesso ponderale, mentre è più diffusa la pratica di un’attività fisica moderata (61%). 

L’analisi è frutto delle risposte fornite da circa 1.100 persone intervistate telefonicamente tra il 2015 e il 2018: di questi, il 3% risulta sottopeso, il 49% normopeso, il 35% sovrappeso e il 13% obeso.

Di conseguenza, alcune patologie sono più frequenti tra i soggetti sovrappeso e obesi rispetto ai sottopeso o normopeso: in provincia di Chieti l’ipercolesterolemia ha una frequenza del 29% nel primo gruppo rispetto al 18% del secondo gruppo; il diabete del 10% contro il 3%; l’infarto del 4% contro lo 0,5%; l’ipertensione del 35% contro l’11%; le malattie respiratorie del 12% contro il 7%.

In Italia, nel periodo 2015-18 la percentuale di persone in “eccesso ponderale” è del 42%. Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra regioni, a sfavore di quelle meridionali. La provincia di Trento presenta la percentuale significativamente più bassa di persone in eccesso ponderale (34,%), mentre in Campania si registra quella più alta (51%). Secondo lo studio, l’eccesso ponderale è più frequente col crescere dell’età negli uomini (55% rispetto al 41% delle donne) nelle persone con basso livello di istruzione e, limitatamente agli obesi, nelle persone con molte difficoltà economiche.

La percezione che la persona ha del proprio peso è un aspetto importante da considerare in quanto condiziona un eventuale cambiamento nel proprio stile di vita. La percezione del proprio peso non sempre coincide con l’indice di massa corporea (Imc) calcolato sulla base di peso e altezza riferiti dagli stessi intervistati: in provincia di Chieti si osserva un’alta coincidenza tra percezione del proprio peso e Imc negli obesi (87%) e nei normopeso (87%); tra le persone in sovrappeso, invece, il 59% ritiene il proprio peso giusto.

Emerge una diversa percezione del proprio peso per sesso: mentre tra i soggetti normopeso l’87% sia delle donne sia degli uomini considera il proprio peso più o meno giusto, tra i soggetti in sovrappeso il 50% delle donne considera il proprio peso adeguato rispetto al 65% degli uomini.

Sempre in provincia di Chieti, l’abitudine a consumare cinque o più porzioni di frutta e verdura al giorno (il cosiddetto five-a-day) è più diffusa nelle persone sopra ai 50 anni (il 9%), nelle donne (7%), nelle persone con basso livello d’istruzione (16%) e nelle persone obese (9%). Non emergono importanti differenze legate alla condizione economica.

Secondo lo studio del dipartimento di Prevenzione, risulta importante il consiglio e il sostegno del medico di medicina generale, che è spesso il primo operatore sanitario a confrontarsi con il problema legato al peso del proprio assistito.

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